Antonio Turi
Editoriale
Ogni volta che appare una nuova testata dedicata alla cultura, subito una domanda serpeggia fra il pubblico di possibili lettori e fruitori: perché?
In altre parole, ci si domanda se nel variegato ed immenso panorama delle riviste culturali, nazionali e non, abbia senso far apparire un ulteriore nome e se, soprattutto, questo nome sia capace di portare nuovi contenuti o semplicemente arricchire il dibattito.
Domanda legittima, certamente. Una domanda che ogni redazione, prima di approdare al numero zero, dovrebbe essersi posta da sola.
Inutile dire che l’apparire della testata indica già quale è stata la risposta. Che si ritiene di avere nuove idee, contenuti, strumenti.
Anche la nostra redazione si è chiesta a lungo se e perché uscire. E si è data delle risposte. Risposte sul senso e sul significato del proporci a voi. Proporvi le risposte che ci siamo dati significa anche offrirvi il nostro pensiero sul senso del nostro lavoro e sul perché speriamo di meritare la vostra attenzione.
La nostra è una rivista che nasce a Bari. Che si avvale prevalentemente di collaboratori presenti ed operanti sul territorio della nostra regione. Il che non significa che vogliamo restare chiusi nell’ambito del nostro territorio, bensì che riteniamo che in Puglia in questo momento ci siano sufficienti energie per poter interessare un pubblico anche nazionale.
Che il meridione, depresso per eccellenza dal punto di vista economico, sia sempre stato capace di esprimere importanti studiosi e ricercatori, non era necessario attendere la nascita del pensiero meridiano per capirlo.
Ma a discapito di questa ricchezza, gli apporti meridionali ai dibattiti culturali sono sempre rimasti limitati alla “crema” del mondo accademico e editoriale. Tralasciando tutte quelle voci che, per una ragione o per l’altra, non rientravano nell’establishment.
Ora Internet offre una possibilità straordinaria per allargare il dibattito. Per permettere che a questo dibattito partecipino anche le apparentemente seconde, terze e, perché no, quarte file dell’intellighenzia regionale e non.
Infine Internet offre a noi tutti la possibilità che una iniziativa nata in ambito territorialmente ristretto, travalichi questi confini e possa, con un investimento certamente modesto rispetto a quello richiesto ad una rivista stampata, giungere dappertutto.
Inutile dire, banale ma vero, che saranno i lettori, ai quali chiediamo di partecipare attivamente fin da ora al dibattito, alla costruzione ed al miglioramento della rivista, a decretare il successo o meno della nostra testata.
I nostri collaboratori, che non vi presento qui singolarmente perché potete trovare i loro Cv in una sezione apposita, sono di grande valore. Gli interventi proposti sono all’insegna dell’obbiettivo che questa testata si è dato: aprire il dibattito sull’arte, cercare di comprendere cosa significa fare arte oggi, quali possibilità offre e quali necessità richiede la trasformazione in atto nella società contemporanea. Comunque tutte domande per rispondere alle quali, riteniamo, bisogna avere una mente aperta o, meglio ancora, un’”Apertamente”. Di qui, l’avrete già capito, il nome scelto per la nostra testata.
Ma ora fine con le parole inutili. Vi lascio alla vostra personale curiosità ed ai contributi della nostra redazione.