Davide Mezzina
L'arte fra sogno e realtà

L’arte nasce dal bisogno dell’essere umano di comunicare ad altri le sue esigenze,sensazioni,sentimenti. Anche se non è facile individuare il preciso momento in cui  ha preso forma, possiamo dire che essa ha trovato diverse modalità per esprimersi, da quelle non  verbali a quelle verbali. Entrambe con il trascorrere del tempo sono divenute progressivamente più complesse ed hanno assunto differenti strutture, molto originali per genere e per forma.  Si può dire però che nell' antichità (neolitico-paleolitico) le prime produzioni artistiche rivestono un carattere eminentemente utilitario (si pensi ad esempio alle pietre scheggiate). Dobbiamo attendere le prime civiltà fluviali in cui grandi palazzi e templi avevano il solo scopo di esaltare le gesta dei regnanti. Solo con la civiltà egiziana l’arte inizia a curare l’aspetto spirituale dell’uomo con la costruzione di piramidi che costituiscono un ponte tra l’umano e l’ultraterreno. A partire dall'anti­ca Grecia si ricerca una bellezza ideale fondata su proporzioni,canoni e ordini precisi; tutto ciò trova una sua naturale prosecuzione anche nella civiltà  romana, la quale aggiunge una tormentata concezione dell’aldilà.
Nel Medioevo, le immagini religiose con un ricco repertorio iconografico assumono un forte valore simbolico e l’architettura diviene espressione di equilibrio. A ciò  furono affiancate anche immagini commerciali, con lo sviluppo, in particolare in epoca comunale, degli stendardi. Ma fu soprattutto nel Rinascimento, con il grande sviluppo delle città e dei traffici com­merciali internazionali, che  l’uomo scopre se stesso cioè la sua grandezza e dignità e rivaluta l’arte classica e con essa gli ordini architettonici, l’equilibrio e l’armonia, espressione di una valorizzazione e di una vita interiore più profonda. Tutto ciò sostenuto dalla ferma convinzione che l’arte debba imitare la realtà naturale e per questo motivo inventa un nuovo modo di rappresentare lo spazio come la prospettiva. Inoltre, rivaluta l’ordinata solennità del linguaggio classico e vi è l’idealizzazione della forma. Nel seicento, secolo di rivoluzioni, viene fondato il metodo scientifico da Galileo Galilei, si consolida in Europa lo stato nazionale,l’uomo europeo amplia il suo orizzonte geografico, il potere religioso si difende e si esprime attraverso la propaganda. Espressione di questa trasformazione culturale è l’arte barocca la quale nega lo spazio chiuso per esprimere il concetto di infinito ed affermare così un’identità di status tra benessere e felicità attraverso la linea a spirale per illudere l’occhio umano sulle distanze tra uomo e cose. Inoltre, opera  la fusione dei generi artistici creando dinamismo attraverso l’uso della luce che crea la forma perché l’opera d’arte ha il compito di stupire. Nel  XVIII secolo viene portato a compimento il trionfo della luce che sta a rappresentare la ragione che illumina le tenebre dell’ignoranza per cui si coniugano fantasia e ragione si diffonde l’arte del teatro(originaria della  antica Grecia) sia come tecnica scenografia sia come testi di sceneggiatura, si diffondono fastosi arredi e la pittura è attenta alle condizioni di vita di tutte le classi sociali. Nel XIX e XX secolo prendono forma accanto alle tradizionali forme d’arte nuove forme quali ad esempio: il fumetto( in cui l’arte grafica si unisce alla scrittura per esprimere moti d’animo opposti come paura e felicità, amore odio ecc.) ,la fotografia capace di riprodurre immagini di qualsiasi tipo attraverso l’utilizzo della luce,il cinema che può riprendere persone oggetti ecc in movimento e da fermo ed infine la televisione spettacolo che permette di ricevere suoni ed immagini a distanza tramite un apparecchio cioè il televisore attraverso diverse modalità .Emerge come i diversi tipi di arte e artisti di tutte le epoche  come ad esempio il pittore,lo scultore,lo scrittore ecc, non si limitano a raffigurare la realtà ,ma la interpretano perché l’arte nasce sempre da una mescolanza di realtà vissuta e di fantasia. In altri termini sia l’artista più realistico deve usare la fantasia per comporre con equilibrio ogni parte della sua opera, come anche l’artista più fantasioso deve utilizzare la realtà perché solo ciò che ha visto può suggerirgli delle forme da modificare nel modo più strano per così dire originale. In buona sostanza si può affermare che qualsiasi forma d’arte  dalla pittura alla scrittura dalla scultura al teatro e al cinema,  affonda le sue radici in quella che è la costituzione ontologica dell’uomo cioè nel fatto che madre natura  ha dotato noi esseri umani di cinque sensi per guardare,udire, odorare, toccare, gustare, il mondo che ci circonda e  attraverso essi viene sollecitata la nostra sensibilità dalla quale nascono sentimenti di felicità,tristezza, ansia o serenità timore o coraggio. Attraverso le opere d’arte ,infatti, noi possiamo conoscere qualcosa di più profondo dei fatti, degli uomini, delle cose che esse rappresentano,possiamo percepire e toccare  con mano quasi dal vivo e dal vero le emozioni,la vita intima dei popoli che tali opere hanno creato come se fossimo in un sogno .In tal senso tutte le forme d’arte possono essere considerate ad ogni buon conto un sogno in presenza della ragione.

 

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