Antonio Turi

Editoriale

Nel pieno di una delle estati più calde degli ultimi decenni arriva anche il decimo numero di Apertamente, intitolato “Il nome della pagina artistica: alla ricerca della identità?”. Dopo tanta ricerca, temi a volte anche provocatori, un numero interlocutorio, dedicato a questioni metodologiche, a riflessioni sul fare arte piuttosto che sull’essenza della stessa. Certo, l’analogia fra “il nome della pagina artistica” e la possibilità che attraverso questa denominazione si crei identità è affascinante. Ed anche questa volta sorgono subito una lunga serie di interrogativi e di possibilità di analisi.Di una possibilità di una identità fra l’uomo ed il proprio nome si è sempre discusso. Evidente nei soprannomi, questa identità sembra sfuggire quando il nome viene imposto alla nascita. Nel caso delle opere d’arte, il “nome” sembra somigliare molto più ad un soprannome. L’artista che “denomina” ha già creato. Ha davanti a sé l’opera d’arte nella sua interezza, dispiegata. Nominandola aiuta la critica a comprenderne il senso e le intenzioni.Se identità dunque c’è, sembra arrivare da un rapporto rovesciato, dove l’identità presiste alla “denominazione”. Intanto il contributo critico, questa volta, complice il caldo, per questo numero di Apertamente si limita a due interventi, uno di Palma Laera ed il secondo di Angela Pugliese. In compenso abbiamo una presenza artistica, creativa, decisamente di grande rilievo, con il coinvolgimento di tutte le firme abituali della nostra rivista. Palma Laera, per tornare al versante critico, ci regala un intervento di rara intensità, centrando con grande intelligenza il “ventre molle” del nostro tema, cioè quello delle trascrizioni, in campo musicale. Cioè della opere che altro non sono che copie di opere precedenti. Ed allora come lo mettiamo con il “nome” e con l’identità? L’analisi può essere tra postata, con solo poche varianti, nell’arte figurativa, dove la copia è stata a lungo il banco di prova primario per gli artisti. Angela Pugliese si avvicina al tema con un intervento intitolato “L'enfant héros” nella letteratura francese contemporanea per ragazzi: bambino eroe in “La rivière à l'envers” di J.C. Mourlevat. In questo caso il rapporto fra nome ed identità viene inseguito ed analizzato fin dentro le pieghe della creazione artistica di Mourlevat. Per la parte creativa, Beppe Rossini insegue sonorità delicate con poesie intitolate “Ricomincio da ... Te”, “Acqua”, “Amanti”, “Interrogativi” e “Attesa Dimenticata”, mentre Silvana Tittarelli riflette a suo modo sul tema intitolando la sua creazione “La pagina artistiga pè comunicà”. Concludono il decimo numero di Apertamente due ulteriori interventi. Il primo, ancora una poesia, raccoglie due brevi componimenti di Nicola Abbattista, il secondo è un intervento di una new entry della nostra testata, Anna Maria Lisi, docente di arte e immagine e vicaria alla S.M.S. Lombardi di Bari. Anna Maria Lisi propone una tavola dal taglio fresco e moderno intitolata “Nome e identità”.  
 

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