Nicola Abbattista

Atlantide, Il piccolo presepe sul mare. 

Atlantide

Atlantide nei modi, nei sogni.

L’innovazione di ogni mio gesto.

Avanguardia di ogni mia parola,

di ogni mio stupido segnale di fumo.

Sei la terra scomparsa in cui approderò,

Inghiottita dalle correnti, dalle tempeste,

di ciò che si voleva avere

ma non si era pronti a dare.

Piante sconosciute sono i tuoi pensieri,

fauna mitica è la tua passione verso me.

Arderai lasciando il segno nei giorni che verranno.

Affonderai nel mare dei miei respiri

Nel mare dell’oblio tu navigheresti,

nuota e resta a galla,

non esiste corrente che ti  inghiottirà,

niente potrà allontanarti dai miei abissi,

pensieri intricati, complessi ma vivi,

annodati, scomodi ma veri. 

Il piccolo presepe sul mare

E’ di notte che ti vivo

Quando il traffico dorme

Tra i rumori di un camion

Che rimorchia spazzatura.

Quanti pochi segni restando del tuo passato

Dimenticato dai libri,

delle due guerre vissute

con la voce tremante di chi

l’ha toccato con mano il terrore.

Che bel dipinto è la mia Bari,

piccolo presepe di luci e ombre

che galleggia sul mare.

Vai avanti ignorando la tua lingua

Il tuo dialetto che varia

da quartiere a quartiere,

da età ad età,

da uomini e donne.

Che lunga e interminabile pennellata

Di virilità fascista

È il tuo silenzioso lungomare

Ora che tutti sognano e

Lottano col domani

Che prima o poi arriva. 
 
 


 
 
 

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