Palma Laera
Il nazionalismo musicale in due compositori ottocenteschi:
Fryderyk Chopin e Edvard Grieg
Lo studio mira ad approfondire un elemento importante in tutta la storia della musica: il nazionalismo musicale insito in particolare in musicisti dell’epoca romantica. Uno dei compositori che per eccellenza è stato definito artista dallo stile inconfondibilmente polacco è Fryderyk Chopin.
Il linguaggio e lo stile di Chopin, unici ed inconfondibili, non derivano solo dall’uso che egli fece delle formule di alcuni suoi predecessori e dagli sviluppi che diede loro, ma dall’unione di questi fattori con il suo carattere “polacco”.
E’ vero che Chopin visse in Francia ininterrottamente durante la seconda metà della sua vita ma nonostante ciò rimase profondamente ed unicamente polacco. Infatti la sua ultima produzione non differisce per caratteri e forma dalle opere composte in giovinezza a Varsavia, ma solo nello stile compositivo per la sua evoluzione artistica.
Chopin era dominato dallo spirito patriottico e la base della sua formazione musicale sta nell’atmosfera che si viveva a Varsavia in quegli anni fatta di opere di musica autenticamente popolare, o trasformate per l’uso cittadino o borghese.
Naturalmente in Polonia ogni regione aveva caratteristiche proprie della musica popolare e Chopin ebbe esperienza di molte zone; in particolare conosceva bene due regioni, la Mazowia, nella quale era nato, e la Kujawia dove di solito passava le vacanze estive. Il folclore di queste regioni influenzò particolarmente il suo stile.
Chopin fu sensibile al folclore polacco principalmente perché era quello del suo paese, e dunque sempre con una radice nazionalistica. Infatti nel corso della sua vita venne a contatto con altri ambienti che tuttavia non gli dissero nulla dal punto di vista dell’arte compositiva.
Egli colse in ogni modo l’arte polacca: fu il più grande compositore di Mazurche, danze eminentemente popolari ma anche di Polacche, danze caratteristiche dei ceti aristocratici. Mise in luce gli aspetti sentimentali e passionali, quelli disperati per la situazione del momento, quelli di orgoglio per il passato glorioso, quelli della speranza. La musica di Chopin, quindi, non è solo uno dei momenti più alti del periodo romantico, ma è anche un documento etico perché per la prima volta una musica nazionale esce dall’ambito locale e folcloristico per inserirsi nella grande arte.
Nelle Mazurche sono presenti, in misura maggiore che negli altri generi, i caratteri del dialetto musicale polacco costruendo linee melodiche con la tecnica propria della musica popolare.
Chopin scrisse capolavori originali perché aveva fatto suo il folclore contadino del suo paese da trasferirlo nelle sue opere quasi senza accorgersene.
Bisogna dire inoltre che Polacche, Mazurche, Valzer, Notturni s’iscrivono tutti nel comune repertorio dlla Salonmusik, coltivato ininterrottamente da Chopin fin dai precocissimi esordi nei salotti dell’aristocrazia di Varsavia. Soprattutto quando si trasferì a Parigi ed abbandonò l’attività concertistica, il suo pubblico fu da allora in poi esclusivamente quello dei salons della migliore società (aristocrazia ed intellettuali).
I Notturni e i Valzer sono le opere che hanno dato a Chopin la maggiore notorietà negli ambienti mondani che frequentava. Il Valzer chopiniano non è più soltanto musica da ballo, ma assume tutte le caratteristiche del salotto aristocratico del tempo di Luigi Filippo; sono però anche brillanti composizioni da concerto.
Il Valzer è una danza di origine tedesca che, passando dalla campagna dove era nata (Ländler) alla città, aveva assunto una nuova veste e nuove caratteristiche.
Un altro compositore che si può prendere brevemente in esame per il sua carattere nazionalista fu Edvard Grieg, compositore norvegese nato nel 1843. Dopo essere stato allievo di Gade, maggiore esponente del nazionalismo musicale nordico, cominciò ad interessarsi profondamente del patrimonio folclorico della sua terra dando vita alla società Euterpe per la diffusione della musica scandinava. Anche Grieg espresse la sua vena migliore in varie raccolte di danze e canti popolari norvegesi. Egli si serve di una scrittura di estrema originalità che riproduce i suoni rudi degli strumenti popolari, i ritmi vivaci, gli spunti melodici della sua terra.
Il nazionalismo romantico si esprime nei suoi numerosi Lieder per canto e pianoforte alcuni su testi di poeti tedeschi ma la maggior parte su testi norvegesi. Il musicista aveva un amore sconfinato per la terra natale, e in gioventù ebbe modo di entrare spesso in contatto con la musica tradizionale e con musicisti locali ma egli soffriva per le notevoli limitazioni dovute alla vita in un paese con scarse tradizioni ed istituzioni culturali che non aiutavano molto la sua creatività. Fu per questo che Grieg viaggiò molto e si recò in centri importanti come Lipsia, Parigi e Vienna e ricavò un grande piacere dagli incontri con i maestri del suo tempo, per esempio Brahms e Čajkovskij, oltre che dal fatto di assistere ad esecuzioni delle proprie opere migliori di quelle che poteva trovare di solito in Norvegia.
BELOTTI G., Chopin, Torino, EDT 1984.
WHITTALL A., Musica romantica, Biblioteca Universale Rizzoli Skira, 2003.