Angela Pugliese
Storia e tempo capovolto nella letteratura francese per ragazzi contemporanea: “La rivière à l'envers” di J.C. Mourlevat.
La dimensione temporale occupa un ruolo determinante nella tradizione romanzesca.
Les structures temporelles de la narration sont celles qui contribuent à créer une attente impatiente, amorce de connivence entre narrateur et lecteur (Ganna Ottevaere-van Praag, Le roman pour la jeunesse: Approches, définitions, techniques narratives, Bern, Peter Lang, 1996, p.115).
La voce narrante situa il racconto in un'epoca precisa e ne informa il lettore. Quest'ultimo costruisce delle immagini a partire da questi punti di riferimento, in cui le parole si intrecciano, liberando il loro potere di evocazione.
Dans les récits traditionnels, les chapitres commencent généralement par une phrase où l'on peut relever une indication spatiale et une indication temporelle (Ch. Poslaniec, Ch. Houyel, Activités de lecture à partir de la littérature de jeunesse, Paris, Hachette, 2000, p.210).
In La rivière à l'envers (J.C. Mourlevat, La rivière à l'envers, Paris, Pocket Jeunesse, 2000), pregevole romanzo per ragazzi di cui già abbiamo parlato nei numeri precedenti, il lettore ritrova un rovesciamento rispetto al tema ordinario della percezione temporale. La storia, infatti, si situa in un'epoca altra, che si allontana dalla modernità come in un romanzo storico, ma perde qualsiasi connotazione precisa per diventare indefinita: questo tempo lontano ed indeterminato si chiama “autrefois”.
“Autrefois” (Rivière, p.7) rappresenta il più grande spazio di libertà possibile per il lettore: è come se la voce narrante gli permettesse di situare la scena romanzesca dove preferisce, nella sua epoca privilegiata e al tempo stesso, è come se suggerisse che il nostro modo di percepire il tempo diviene una costrizione. Ritroviamo, ciò nonostante, degli obblighi da rispettare nel nostro immaginario all'interno del Prologo: il lettore non ha il diritto di immaginare una lista di elementi che comprende i giochi televisivi, le auto con airbags, i supermercati ipermoderni ed i telefonini portatili. La libertà immaginativa non è assoluta, ma illusoria, perché è sottomessa a delle condizioni e a degli obblighi che ne impediscono la totalità. Quest'epoca diventa un luogo dove si possono trovare certi oggetti, ma non altri. Vi è, del resto, una sorta di corrispondenza tempo / spazio in questo testo.
En ces temps anciens, on avait de la géographie une idée assez vague (Rivière, p.7).
All'aggettivo “anciens”, indefinito ed impreciso, corrisponde l'aggettivo “vague” che si riferisce all'idea diffusa sullo spazio in quel tempo. Il lettore potrebbe formulare delle ipotesi concernenti l'epoca della storia sulla base di questo suggerimento (prima del 1492?), ma qualsiasi idea resta senza alcuna verifica esatta all'interno del testo. In questa assenza di determinazione, il lettore sa soltanto che quest'epoca è lontana; la distanza dalla modernità garantisce l'allontanamento artistico, senza che il lettore rinunci obbligatoriamente agli aspetti dei nostri giorni che possono toccarlo positivamente.
Mais il y avait déjà les arcs-en-ciel après la pluie, la confiture d'abricot avec des amandes dedans, les bains de minuit improvisés, enfin toutes ces choses qu'on continue à apprécier de nos jours. Il y avait aussi, hélas, les chagrins d'amour et le rhume des foins, contre lesquels on n'a toujours rien trouvé de vraiment efficace (Rivière, p.7).
La dimensione temporale in quanto durata non corrisponde più alla scansione ordinaria di secondi, minuti, ore.
Le temps passa, impossible à mesurer (Rivière, p.63).
Questa mancanza di quantificazione durante il viaggio alla ricerca dell'acqua del fiume Qjar, non è che il percorso obbligato verso la vita eterna che questo fiume dona; se non si può misurare il tempo, è come se quest'ultimo si fermasse e con lui, il declino verso la vecchiaia ed il decadimento:
la petite passerine siffla son premier chant d'éternité (Rivière, p.191).