Antonio Turi
Editoriale
Con il numero 12, Apertamente cresce. Cresce non solo il numero dei contributi, mai così ampio, ma anche la famiglia dei collaboratori.
Diamo così subito il benvenuto a Claudio Elliott, new entry del mese. Claudio Elliott, come potrete vedere in modo più approfondito nel suo curriculum, è uno degli autori più noti della nostra letteratura per ragazzi. Con lui “ApertaMente” compie un ulteriore salto di qualità.
Ricordiamo anche, in apertura, che con la poesia pubblicata in questo numero Abbattista ha vinto il premio Poesia on line isola di Procida 2007. Auguri.
Esauriti il doveri di ospitalità, due parole, come di consueto, sul tema oggetto di questo numero, “Il rapporto adulto/bambino nell'arte”.
Se l'arte nei secoli ha raggiunto una sola certezza, è certamente quella che per essere artista bisogna conservare in sé una parte di fanciullezza. E usarla.
Fanciullezza intesa come leggerezza, come curiosità, come capacità di trovare sempre angoli nuovi e diversi. Fanciullezza come tutto questo ed altro ancora. Ciascuno di voi saprà implementare ulteriormente questo elenco.
Basterebbe ricordare la grandezza del Piccolo Principe, ma anche qui l'elenco può essere chiaramente accresciuto dai vostri contributi e dalle vostre preferenze. Oggi, poi, pare di assistere ad una vera e propria esplosione di romanzi scritti per gli adulti ma raccontati con gli occhi di un ragazzo. E non parliamo necessariamente di romanzi di formazione.
Il primo che ci viene in mente è “About a boy”, di Nick Horby, ma anche “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte” di Mark Haddon. Andando indietro nel tempo troviamo “Che cosa sapeva Maisie”, di Henry James.
Ma a parte il divertente gioco di aggiungere titoli ai titoli, agli artisti è sempre riuscito di far parlare i ragazzi, di farli vivere e, spesso, di farli confrontare con gli adulti, in un viaggio nel mondo teso a trovare la necessaria ma fino ad ora introvabile quadratura del cerchio data da uno straccio di comunicazione.
Palma Laera, in La crescita del bambino attraverso l'esperienza musicale, ci racconta l'importanza del suono e della musica nel percorso formativo, con interessanti note dedicate anche al periodo prenatale.
Anna Maria Lisi ci racconta, attraverso la sua tavola invece, del luogo in cui l'interazione fra adulti e bambini volge più a favore dei secondi. Ovviamente parliamo del gioco. Ma anche qui, in Giochi di adulti e bambini, le sorprese non mancano.
Davide Mezzina, in Adulti – Bambini, il fattore E, analizza il nucleo stesso del percorso formativo. Ponendo importanti domande sul ruolo dell'insegnante. Soprattutto in un momento in cui la scuola è alla ricerca di un nuovo modo di porsi nei confronti dei suoi fruitori.
Mezzina bissa poi il suo intervento proponendo una lettura che non poteva mancare in questo numero. Stiamo parlando del “Piccolo Principe”. Mezzina ce ne parla da par suo in ll mondo guardato dagli occhi di un bambino ne “Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry.
Un altro mito della nostra letteratura è affrontato da Carmen Tarantino. In Te piace 'o presebbio: Edoardo e la metafora dell'antieroe Tarantino ci racconta ed analizza una delle figure più profonde create da Edoardo. Capace di comporre dentro di sé le due anime dell'adulto e del bambino prima di approdare ad una sua personale sintesi.
Marialuisa Vallino si prende il compito di analizzare uno dei luoghi in cui adulti e bambini si sono ritrovati vicini, il fumetto. Da forma di comunicazione elementare e degradata ad importante e raffinata forma d'arte. Un percorso del quale la Vallino in Cacciatori nelle tenebre: la letteratura disegnata penetra nel Regno dell'inquietante estreneità ci aiuta a prendere ragione.
Dotta e approfondita come sempre Angela Pugliese. In La relazione adulto – bambino nella letteratura francese per ragazzi dell'estremo contemporaneo: la costruzione del cerchio familiare in “Le cahier jaune” di F. Sautereau, la Pugliese ci racconta dal di dentro i meccanismi di questa importante opera di letteratura francese.
Terminati i contributi didattici e saggistici, ecco la vasta galleria di quelli artistici.
Si comincia con Claudio Elliott, che in un bel racconto, L'aquila cinquanta per settanta, mette il meglio della sua capacità di far comunicare realtà ed immaginazione.
Abbattista, lo abbiamo già detto, pubblica Testimone tra quattro pareti, la poesia vincitrice del premio Poesia On line città di Procida. Da leggere con attenzione.
Infine Silvana Tittarelli, con una poesia intitolata L'arte magica e Rossini in Cos'è la vita propongono la prima una deliziosa similitudine fra due attività umane stranamente vicine, l'arte e la magia, lo storico ed annoso interrogativo che lascia in sospeso ogni essere umano fin dai tempi di Adamo ed Eva, il senso della vita. E tutti e due i nostri artisti ci salutano utilizzando al meglio lo sguardo disincantato e fatato dell'artista bambino.