Davide Mezzina
Il mondo guardato dagli occhi di un bambino ne “Il Piccolo Principe”di Antoine de Saint-Exupéry.
P.Principe: Per favore, mi disegni una pecora?
Aviatore: Ma io non so disegnare; so solamente fare questo (gli mostra il disegno con il cappello)
P.Principe: Ti ho detto che non voglio un elefante dentro un boa, ma una pecora.
Aviatore: (tra sé) Questa sì che è una persona con cui si può parlare. (finge di disegnare una casetta, la fa vedere al pubblico e poi al P.P.) Questa è soltanto la sua casetta; la pecora che volevi sta dentro.
P.Principe: (sorridente e felice) Questo è proprio quello che volevo.
L’incipit è ovviamente quello del titolo del libro da cui l’articolo prende le mosse non a caso, ma volutamente perché penso non vi sia testo più idoneo per introdurre l’argomento di questo mese. Tutto ciò perché l’ autore, in maniera originale e magica, descrive il mondo degli adulti attraverso gli occhi innocenti di un bambino evidenziandone i comportamenti irragionevoli e talvolta inutili. Il viaggio del piccolo principe è lungo e tortuoso come quello della crescita di un bambino durante il quale incontra personaggi bizzarri che gli mostrano pregi e difetti del mondo degli adulti fino a quel momento sconosciuto. C’è chi conta e riconta le stelle sostenendo di possederle come fosse un capitale , che è metafora dell’avidità fine a se stessa; chi si crede di regnare sull’universo intero quando non c’è nessuno a sapere della sua esistenza metafora dell’onnipotenza umana; chi è ligio al suo dovere al limite del paradosso metafora della persona mediocre che conduce stancamente la propria esistenza perché non è in grado di gestirla e preferisce che sia una morale eteronoma a guidare le sue azioni; chi è vanitoso e vive nell’attesa di qualcuno che lo ammiri, metafora delle cose effimere che sono divenute i valori dominanti in una società in cui gli applausi cioè l’apparire conta di più che la riflessione cioè l’essere . Ogni personaggio rispecchia un aspetto diverso della vita degli adulti. Giunge infine sulla Terra che è il più grande tra i pianeti visitati e di gran lunga il più interessante. Su questo pianeta si rende conto dell’importanza di creare legami perché solo attraverso la creazione di legami con qualcuno che ci addomestica si cresce e scopre che la rosa che possedeva sul suo pianeta gli aveva raccontato che era la sola della sua specie in tutto l’universo, ecco che ce n’erano cinquemila, tutte simili, in un solo giardino.
Ma poi ne comprende l’unicità grazie agli insegnamenti della volpe che vorrebbe farsi “addomesticare” per essere l’unica al mondo e non uguale a centomila.. Addomesticare è una cosa dimenticata da molto tempo ormai spiega la volpe e vuol dire “creare legami”. Queste alcune delle parole della volpe:
“Non si conoscono che le cose che si addomesticano. Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Il personaggio della volpe è metafora della relazione tra bambino e adulto e sottolinea l’importanza di creare legami perché è quello che fa la differenza tra un bambino ed un adulto ed gli altri bambini ed adulti. In questo senso spiega il piccolo principe “voi siete belle, ma siete vuote , non si può morire per voi”. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei che ho annaffiata; perché è lei che ho messo sotto la campana di vetro; perché è lei che ho riparata col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo i due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere; Perché è la mia rosa.”
Nasce spontanea la riflessione come oggi gli adulti tutti presi dai loro obiettivi professionali ed economici hanno poco tempo da dedicare ai bambini e per addomesticarli così come loro vorrebbero dandogli non solo cose materiali, ma anche affetto. In definitiva emerge come nessun bambino senza l’aiuto di una figura adulta può divenire qualcuno perché l’uomo è per sua natura un essere sociale che cresce perché interagisce con le figure di riferimento che lo circondano. Se ciò non accade è destinato sono a svilupparsi fisicamente, ma non a divenire persona nel senso più pieno ed autentico del termine.