Viviana Soldano
Il professore
Viviana Soldano è nata a Torremaggiore (FG) dove attualmente vive. Laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne presso l’Università di Bologna, insegna attualmente Lingua tedesca presso l’ Istituto di Istruzione superiore “A. Minuziano” di San Severo (FG) e presso l’ Istituto di Istruzione superiore “P. Giannone” di San Marco in Lamis (FG). Ha ricevuto premi e riconoscimenti partecipando a diversi concorsi letterari tra cui il Concorso di Poesia del Centro Attività Culturali “Don Tommaso Leccisotti” di Torremaggiore dove nel 1987 ha vinto il terzo Premio.
Lo chiamano il professore, fa il tragitto con me sugli autobus e tutte le volte che lo incontro si solleva il cappello per salutarmi.
Spesso ci troviamo a scambiare due chiacchiere nel percorso verso la scuola e così, un po’ per volta, vengo a sapere qualcosa di lui e lui qualcosa di me.
Ha un fare di altri tempi, mi dà del Lei, si alza per cedere il posto alle signore, ha un che di signorile, di affabile e affettuoso insieme. Mi chiede della scuola. Lo sorprende sapere che i ragazzi sono cambiati. Ai suoi tempi c’era un apprendimento tutt’altro che attivo, si stava semplicemente seduti nei banchi, braccia conserte, silenzio rispettoso e saluto corale all’entrare dell’insegnante. Anche il suo vocabolario sembra scivolato fuori dal Novissimo Dizionario della lingua Italiana. Un tomo bordò rilegato due volte, appartenente a mio nonno e tramandato di generazione in generazione come un documento del passato da mostrare al mio pronipote quando diventerà grande. Ora no, non capirebbe, ha appena imparato a gattonare, si divertirebbe un bel po’ a stropicciarne le pagine.
Spesso mi sono chiesta dove andasse, tutte le mattine, presto, con il suo loden verde con la mantellina sulle spalle. Gli manca solo il cappello con i paraorecchie sollevati e somiglierebbe ad un attempato e acuto Sherlok Holmes. Ogni tanto parliamo della Germania, lo sento, resterebbe ore ad ascoltarmi, la bocca socchiusa, gli occhi stupiti, d’altronde, di questi tempi chi parla più con gli anziani signori? Gli racconto del mercatino di Norimberga, le luci, Gesù Bambino che viene eletto ogni due anni per dare al popolo l’annuncio di benvenuto, il mercatino medievale di Santa Caterina e lui ascolta, acconsente, sorride. Partecipa al discorso in punta di piedi, è un uomo molto discreto il professore. Poi arriva la sua fermata e dice a voce ben alta: “la prossima per cortesia!”.
Mi stringe la mano, si congeda, prende il suo bastone e se ne va. Un giorno mi ha fatto una confidenza: “Sa, qui tutti mi chiamano il professore, ma in realtà sono un semplice maestro delle elementari, non so tutte quelle cose che sa lei!” Io sorrido, è così galante che vado in brodo di giuggiole! E così, chiacchiera dopo chiacchiera, un giorno arriva l’invito. “Venga a trovarmi a casa un giorno, lo so che lei è molto impegnata, ma magari soltanto per un po’, beviamo un caffè insieme.”
Lo trovo il tempo. Ha una villetta verde, ad un solo piano con le persiane bianche e un bel giardino attorno. Mi viene incontro e mi mostra le sue rose. Ci fermiamo davanti alle tea gialle le annusa e mi confida “Piacevano molto a mia moglie, ora non c’è più” e nei suoi occhi leggo tutta la tenerezza e l’amore che nutriva per lei. Entriamo in cucina: è sobria, ordinata e abbastanza pulita, ma si vede che manca il tocco di una donna. L’occhio mi scappa verso il lavandino. Non posso crederci, lava i piatti col perborato! Lui mi risponde ad alta voce, ha captato il mio pensiero “Sa, i detersivi di oggi rovinano le tubature.” Mi serve il caffè in un servizio di peltro. C’è l’abbiamo anche noi a casa ma lo usano le mie nipoti per servire il the alle bambole. Torno a casa contenta, ho imparato molto da questa giornata, cose passate, che odorano di onestà e valori. E’ un bel regalo ai nostri giorni.