Antonio Turi
Editoriale
Titolo complesso, questo mese, per il nuovo numero di Apertamente. “Amore, dolore, sentimento, luci ed ombre: solitudini e condivisioni nella creazione artistica”. E scusate se è poco.
Amore, dolore, sentimento, come dire il crocevia intorno al quale nasce qualsiasi creazione artistica. Tre aree che pure sono intimamente legate fra di loro. Forse nascono l’una dall’altra, ordinandosi di volta in volta secondo un complesso gioco di scatole cinesi.
Dall’amore, spesso, nasce dolore. Ma, a volte, proprio dal dolore nasce un nuovo amore. Mentre il sentimento, bè, senza sentimento, qualsiasi sentimento, non esiste opera d’arte.
Un tema, quello di questo mese, che apparentemente taglia fuori gran parte della modernità, se la modernità è il luogo degli sperimentalismi più esasperati, dei metalinguaggi, delle riflessioni sul significato di fare arte, piuttosto che sul fare arte.
Ma è un tagliare fuori solo apparente, perché anche l’assenza di sentimenti crea un sentimento. Magari nuovo, freddo, algido, ma pur sempre appartenente alla stessa sfera di quelli “caldi”.
Detto questo, per chi, come il sottoscritto, ha eletto “Sotto il vulcano” di Malcom Lowry al ruolo di libro preferito in assoluto, il tema di questo mese non può che piacere. Ma direi che anche i nostri collaboratori, sempre più numerosi, sono stati adeguatamente sollecitati. Visto l’alto numero di contributi pervenuti.
Davide Mezzina, in “E se tra ci fosse ancora William S”. ci offre una riflessione sull’essenza stessa del nostro tema, mettendo in relazione passato e presente con la consueta acutezza.
Palma Laera, in “L’amore, la sofferenza, la memoria e la morte nella Poesia per musica” ci racconta del modo in cui il tema di questo numero della nostra rivista ha influenzato l’arte che meglio sa parlare di sentimenti, la musica.
Due i contributi di Marialuisa Vallino in questo numero di Apertamente. Nel primo, “La creazione artistica fra solitudine e condivisione… La porta sull’anima: il femminile nell’opera di Kim Ki Duk”, il riferimento è il cinema del più complesso fra i registi della nuova cinematografia orientale, quello che meglio ha saputo coniugare la rumorosa società di quei paesi con la riflessione esistenziale occidentale. Nel secondo, “Fantasmi d’amore impossibile: luoghi dell’arte e della mente”, unisce l’amore e la sofferenza nel luogo in cui più questi due diversi sentimenti possono essere coniugati, il tradimento amoroso.
Doppio anche il contributo di Angela Pugliese. Che nel saluto ad Anna Maria Balestrazzi, insigne studiosa recentemente scomparsa, trova un modo forse paradossale ma certamente commovente per restare dentro il tema di questo numero. Ad Anna Maria Balestrazzi è anche dedicato questo numero di Apertamente. Nel secondo intervento, “Il rajon sentiment nella prosa francese per ragazzi dell’estremo contemporaneo” Angela Pugliese completa il suo omaggio ad Anna Maria Balestrazzi offrendoci contemporaneamente l’ennesima puntata del suo viaggio nella letteratura francese per ragazzi.
Sempre ricchissima la sezione di Apertamente dedicata alla creatività artistica. Claudio Elliott con “La panchina” sorprende il lettore con un finale di melanconica bellezza.
Con la melanconia della presenza-assenza gioca anche Patrizia Palma, che in “Un giorno di ottobre” utilizza le ombre di una giornata di solitudine per raccontarci i dolori della memoria.
Nel chiuso di una camera, questa volta da letto, è ambientato anche il racconto di Beppe Rossini, “Un altro cielo”, ovvero la solitudine dopo un incontro amoroso.
Diametralmente opposti i due racconti di Rossella Soldano. Ne “la tana” incontriamo il dolore di un amore trasformatosi in violenza e rimpianto, mentre ne “Il colpo della strega” un altro rapporto diventa occasione per ironizzare sui “rischi” che lo slancio amoroso può comportare se non si tiene bene in mente il passaggio degli anni.
Romantico, lontano nel tempo, al sicuro di carrozze e broccati l’amore raccontato da Valeria Soldano nei suoi due racconti, “Ritorno a Venezia” e “Luna di primavera”. Se mai c’è da riflettere perché in autrici così diverse, il tema dell’amore, quando vissuto nel rapporto di coppia, viene così facilmente associato al dolore.
Chiudono questo quattordicesimo numero di Apertamente una poesia di Nicola Abbattista, una di Silvana Tittarelli, “Dall’alba al tramonto” ed una tavola di Anna Maria Lisi, “Incroci”. E si sa, la poesia e la pittura hanno questo in comune: non si raccontano, si possono solo assaporare.