Palma Laera,
L’amore, la sofferenza, la memoria e la morte nella “poesia per musica”.
Una delle forme compositive che si è consolidata nel secolo XIX come espressione di particolari stati d’animo è il Lied, composizione che dal punto di vista del testo si può definire “poesia per musica”.
Il primo Lied di Beethoven “An die ferne Geliebte“ fu composto nel 1816 ed esprimeva la pena provocata dalla lontananza, la malinconia causata dalla separazione, comune al Lied. Spesso in queste composizioni la memoria ha un ruolo fondamentale: i ricordi scorrono musicalmente, il passato diviene presente sia sotto il profilo musicale che poetico.
Beethoven è il primo compositore a rappresentare il complesso procedimento della memoria: non solo quel senso di perdita e rimpianto che accompagna le visioni del tempo andato, ma anche l’esperienza fisica del richiamare il passato all’interno del presente.
I primi cinque Lieder del ciclo beethoveniano possiedono tutti una breve melodia che il cantante deve ripetere per ciascuna strofa. Gli accompagnamenti vengono tutti riscritti in modo attento e minuzionso, ma gli unici cambiamenti nelle parti vocali consistono in variazioni di modo, dal maggiore al minore e nell’aggiunta di poche note utili come passaggio al brano successivo.
Beethoven impone la sensazione della distanza (l’amata è lontana dall’innamorato) attraverso la dinamica, la sonorità e la tonalità: precise e numerose indicazioni di pianissimo pensate come effetti di eco.
La descrizione romantica del ricordo, però, quella più efficace, non deve rievocare passate letizie bensì momenti in cui una futura felicità sembrava ancora possibile.
Il Lied per voce sola ed accompagnamento pianistico segna il momento del solitario ripiegamento dell’io su se stesso e Schubert è, di certo, il compositore “clssico” del Lied.
Nel secondo dei cicli schubertiani, Winterreise, gli avvenimenti hanno luogo prima che il ciclo cominci: vi sono allusioni ad una ragazza che parlava di amore e ad una madre che aveva progetti di matrimonio. Ventiquattro paesaggi rievocano ricordi e conducono il poeta all’accettazione della morte.
In questo ciclo la morte è un’immagine presente nell’ultimo Lied: il suonatore di organetto che con gesto monotono gira la manovella dello strumento nel paesaggio invernale; con questo Lied, il poeta porge il suo benvenuto alla morte. All’interno del contesto complessivo di questo ciclo di Lieder si può intendere che la morte sia un conforto a seguito della disperazione.
Il primo ciclio Die Schöne Müllerin (La bella mugnaia) è composto da 20 lieder sui testi di Wilhelm Müller poeta romantico minore, che aveva composto un omonimo ciclo di poesie.
Anche qui la morte prende il sopravvento. Il ciclo narra la storia di un giovane mugnaio che lascia la propria casa e, incamminandosi lungo la via indicata dal ruscello, arriva in un altro mulino. L’'amore che prova per una giovane e bella mugnaia lo trattiene in quel luogo. Il ragazzo mette in atto una serie di azioni spinto dai sentimenti che pervadono il suo animo e dal desiderio che questi vengano ricambiati dalla bella mugnaia.
Quando finalmente questo avviene spunta inaspettatamente un cacciatore, che conquisterà facilmente il cuore della sua donna. La tristezza per il perduto amore non permetterà al giovane di sopravvivere e il desiderio di morte sarà cantato dallo stesso ruscello.
Il protagonista assoluto dei lieder è il giovane mugnaio; quanto narrato è visto attraverso le sue parole e i suoi sentimenti. L'elemento essenziale della poetica è l'acqua che scorre, parla, canta.
La parte musicale integra ed arricchisce la parte poetica.
Altri protagonisti del ciclo sono ad esempio Il viaggiatore, che è il primo lied dove si riprende il tema del viandante che esprime immenso piacere nel mettersi in cammino per nuove mete; nel lied, Sera di festa, il giovane vuole conquistare il cuore della ragazza che invece, dopo essersi intrattenuta con i lavoranti dà la buona notte e si ritira. E ancora emergono i temi dell’impazienza che mostra il giovane nel voler conquistar la donna amata, della gelosia, del pianto, della morte, tutti temi molto cari al romanticismo musicale e a Schubert in particolare.