Rossella Soldano
Il colpo della strega.
Rossella Soldano, è nata a Torremaggiore (Fg) , si è diplomata all’Istituto Magistrale “E. Pestalozzi”di S. Severo. Dall’età di 12 anni scrive poesie e racconti. Ha partecipato a numerosi concorsi letterari nazionali e internazionali ricevendo altrettanti riconoscimenti, tra questi: Premio letterario Nazionale “C. Pavese – M. Gori”: Diploma d’onore (1989) ,Diploma di merito (1990 e 1991); Concorso Internazionale “ Premio S. Valentino”: Diploma d’onore (1990 e 1991); Concorso Internazionale “ G. Ungaretti” in collab. con “l’Accademia di San Marco”: Diploma V premio e medaglia di bronzo (1991); Concorso Internazionale “ Nuovi Orizzonti” in collab. con “l’Accademia di S. Marco”: Diploma VI premio e medaglia di bronzo (1991); Concorso Nazionale e Internazionale indetto dall’Accademia del Fiorino:Diploma e Trofeo “Il Porcellino” (1993); Concorso “Il filo d’Arianna”: Diploma di partecipazione (1998).
Ah ah ah! Rideva Augusta sulla sdraio che aveva piazzato sul balconcino di casa in quell’estate torrida.
Augusta, d’agosto, se la spassava un mucchio: diceva che era il suo mese fortunato, per via dell’assonanza tra i nomi. In quel mese, di solito, ritornava a nuova vita, tutto ciò che la riguardava veniva visto con ottimismo, persino le cose che di solito non sopportava, le ricopriva di un velo di ridicolo da procurarle risate piene che non riusciva a trattenere.
Il marito inc…to nero, tornava a casa dopo una giornata di lavoro passata sotto il sole a ballare assieme al suo martello pneumatico, mancava poco che si sciogliessero entrambi: le scarpe avevano già fatto le orme nell’asfalto.
Augusta, che vedeva il lato positivo in ogni cosa, anche in quella rovente giornata d’agosto, pur sapendo che il suo uomo sarebbe tornato esausto e sporco, appena lo vide, gli corse incontro e gli saltò addosso a cavalcioni con i suoi 103 chili.
L’uomo, incredulo, barcollò; quel pezzo d’uomo di un metro e novanta non riuscì a far fronte a quel metro e mezzo di insaccato di sua moglie e caddero avvinghiati, fortunatamente, sull’erba del giardino di casa.
Stanco, sudato, con il gilet arancione attaccato alla pelle della schiena, a stento riusciva a respirare mentre Augusta lo ricopriva di baci.
Augusta non sapeva limitarsi quando cucinava, sembrava che ogni giorno dovesse arrivare all’improvviso un’orda di barbari affamati da un lungo inverno di carestia pronti a saccheggiare la sua cucina.
Come una piovra si aggrappò al suo uomo e con una forza inaspettata riuscì a farselo rotolare addosso.
Il marito superinca…to nero, neanche prova a protestare, aveva imparato nel corso degli anni che Augusta in agosto viveva in una sorta di realtà parallela e il suo rifiuto non avrebbe fatto altro che generare mille altre richieste incredibili. Era stanco, voleva solo rientrare in casa, farsi una doccia, mangiare un boccone e cadere a peso morto sul letto col ventilatore a mille giri. Radunò le forze, lei gli tese le braccia al collo e pensò:
Lui la sollevò e… - AAAH!- urlò, mollò la presa, cadde, sembrava un animale ferito.
Lei lo guardò negli occhi (erano alla stessa altezza in quel momento) e incredula lesse sulle sue labbra: