Palma Laera,

La descrizione degli animali nell’opera di Charles Camille Saint-Saëns

       Una delle opere musicali che di certo rappresenta molto bene il mondo degli animali fu composta nel 1886 da Charles Camille Saint-Saëns: Il carnevale degli animali.

La prima rappresentazione dell’opera avvenne il 9 marzo di quell’anno. Benché il lavoro fosse destinato a guadagnarsi una straordinaria popolarità, poco dopo la prima Saint-Saëns proibì la rappresentazione completa del suo lavoro, permettendo l'esecuzione di un solo movimento: Le Cygne (Il Cigno), un brano per violoncello e pianoforte. Tutta l’opera era stata scritta quasi come uno scherzo musicale e Saint-Saëns temeva che essa avrebbe potuto nuocere al suo buon nome.

       Si tratta di una delle opere più originali del panorama musicale del tardo ottocento, definita "una fantasia zoologica"; questa composizione appartiene ad un genere di musica essenzialmente descrittiva. E' stata scritta per una piccola orchestra composta da: flauto,ottavino, xilofono, celesta, 2 pianoforti, 2 violini, viola, violoncello, contrabbasso. Fu data alla stampa solo dopo la morte dell'autore. Divenne, ed è tuttora, uno dei brani più fantasiosi che siano mai stati scritti, e da qui il suo grande successo.

       L’opera si compone di quattordici brani molto brevi, ed ognuno rappresenta  proprio uno o più aspetti dell'animale (l'andatura, il verso, l'ambiente in cui vive) o del personaggio descritto. Non mancano riferimenti dichiaratamente umoristici e la comicità del brano è data anche dalle citazioni esplicite di motivi conosciuti.

       Gli animali e i personaggi che compaiono in questa suite sono: leone, galli e galline, emioni, tartaruga, elefante, canguri, pesci nell'acquario, personaggi dalle lunghe orecchie, il cucù in fondo al bosco, uccelli, pianisti, fossili, cigno.

L’introduzione descrive l'avanzata di un leone, immaginato come di consueto come re della foresta; si propone l’andatura maestosa del leone attraverso gli archi e i pianoforti che imitano il suo ruggito possente. Il brano è solenne e maestoso e questo viene ben reso attraverso sonorità chiare ed incisive. Per questa introduzione Saint-Saëns sceglie il tempo Andante maestoso e accordi ripetuti dal pianoforte che sottolineano la “cadenza” del passo dell’animale: 

       Seguono  galli e galline, animali rappresentati da archi, pianoforte e clarinetto. Dopo la sfrenata degli emioni evocati dalle scale dei pianoforti, arpeggi e scale in tempo Presto furioso, il brano si conclude con sbrigativi accordi finali. A questo punto entrano in scena le tartarughe con il famoso Can-can dell'Orfeo all'infero di  Offenbach originariamente un balletto che viene qui proposto in versione lenta, evidentemente "adattato" per l'andatura lenta delle tartarughe.

      E ancora l’elefante rappresentato dal timbro grave del contrabbasso, e i canguri con salti improvvisi riprodotti dal pianoforte e poi ancora l’acquario, i fossili, il cigno, ecc.

       La rappresentazione degli animali si conclude con un  finale che è una sorta di ricapitolazione di tutta l’opera che con un allegro rondò alterna il nuovo tema con citazione di temi già proposti in altri brani quasi a voler riportare alla mente tutti i “personaggi incontrati nella foresta”.

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