Rossella Soldano
Mobadi Sri e le sue mogli
“Due cose mi hanno sempre sorpreso: l'intelligenza degli animali e la bestialità degli uomini” (Tristan Bernard).
Un villaggio sperduto nella savana, una decina di capanne circolari di paglia e fango, ancora silenzioso riposava nelle ultime ore della notte.
Sulla paglia ammucchiata Mobadi riposava.
D’improvviso una luce folgorante e il grande spirito dell’acqua (un enorme serpente) apparve in squame ed ossa:
Mobadi non credeva ai suoi occhi e, preso alla sprovvista, cercava nella sua mente il desiderio più vantaggioso ovvero il bisogno più urgente: figli maschi, pensò, impossibile, le sue tredici mogli erano tutte sterili; decise:
Mobadi si sentiva stanco, molto stanco, gli si chiusero gli occhi e dormì di un breve, ma profondo sonno.
Risveglio:
un caldo cane, come al solito, il villaggio in fermento, come al solito; Mobadi ripensò allo strano sogno e al suo ancor più strano desiderio: tredici capre, ma come gli era venuto in mente! Certo con tredici capre avrebbe potuto comprarsi una nuova moglie senza avere l’impiccio di ripudiare le altre, comunque tra un mese ci sarebbe stata la grande fiera e poteva anche venderne qualcuna, sarebbe diventato il più ricco del villaggio!
Uno strano tremito gli prese, corse al recinto delle bestie e… oltre alle due rinsecchite capre ce n’erano altre tredici.
Ciò che Mobadi doveva ancora scoprire, però, era che le sue tredici mogli sterili si erano trasformate in altrettante sterili capre: niente latte, niente nascite, solo carne da macello.
Rossella Soldano
VOLO
I cani dormono
attorcigliati nel fango e nel freddo.
Il vento spinge attraverso i vetri e oltre;
la fuga:
son già fuori, libero uccello,
libero da questo stretto fare quotidiano
nel vento, sopra i cani
infreddoliti e addormentati
nel viscido fango.