Palma Laera

Il viaggio di Franz Liszt.

“Avendo in questi ultimi tempi visitato molti paesi nuovi, luoghi diversi, molti dei quali consacrati dalla storia e dalla poesia; avendo avvertito che i vari aspetti della natura e le scene che vi si riferiscono non passavano davanti ai miei occhi come delle immagini vane, ma agitavano nella mia anima profonde emozioni; che si stabiliva tra loro e me una relazione immediata, un rapporto indefinito ma reale, una comunicazione inspiegabile ma certa, ho tentato di rendere in musica qualcuna delle mie sensazioni più forti, delle mie più vive percezioni”. Franz Liszt.

Sono queste le intenzioni manifestate da Franz Liszt nella prefazione del primo volume delle Années de pèlegrinage, un’importantissima raccolta pianistica comprendente ventisei pezzi divisi in tre quaderni, composti in un arco di tempo che abbraccia circa quarant’anni: una specie di diario musicale che accoglie programmaticamente le suggestioni di letture, di vedute panoramiche o di opere d’arte, trasponendole nelle sonorità inaudite del suo prodigioso virtuosismo pianistico.

E’ un’opera in cui pare di sentire voci e scene che richiamano le montagne, le foreste, i rintocchi delle campane, i paesaggi svizzeri da lui visitati.

Il “pellegrinaggio” del titolo si riferisce ai viaggi compiuti fra il 1835 e il ’39 in Svizzera e in Italia, in compagnia della contessa Marie d’Agoult ; il primo libro rievoca le valli e i laghi della Svizzera, il secondo è dedicato alle arti e alla letteratura d’Italia. A queste due raccolte se ne aggiunse negli anni tardi – 1866/67 – una terza, pure dedicata a temi italiani.

Un romanzo epistolare - Obermann di ?tienne Pivert de Sénancour, notoriamente a metà strada tra il sentimento della natura di Rousseau e il romanticismo esacerbato de I dolori del giovane Werther di Goethe - è il pretesto letterario per quello che, a ragione, può essere considerato il brano più significativo di Années de pèlerinage. Première Année, Suisse. Vallée d’Obermann esordisce con una lenta melodia meditativa che disegna un percorso armonico ardito e fascinosissimo. Significativa, nell’economia dell’opera, l’importanza del mistico tema in do maggiore, Un poco più di moto ma sempre lento, rielaborazione dell’unica idea iniziale che, dopo il tempestoso recitativo in ottave e tremoli, ricomparirà, all’indicazione Lento, nella soave tonalità di mi maggiore.

Nel secondo libro (Italie o Deuxieme Année) il centro dell’interesse di Liszt è verso la letteratura e le arti figurative.

Questa seconda raccolta si apre con un delicato brano che restituisce le armoniose proporzioni dello Sposalizio della Vergine, la famosa pala d’altare di Raffaello. Soggetto figurativo e letterario insieme lo si ritrova ne Il Penseroso, una marcia funebre ispirata alla celebre statua funeraria scolpita da Michelangelo per la tomba di Lorenzo de’ Medici. La Canzonetta del Salvator Rosa, basata su una poesia attribuita al noto pittore e avventuriero seicentesco, utilizza una melodia attribuita all’operista Giovanni Bononcini

Aprées une lecture de Dante è il brano più esteso ed elaborato ed esalta il carattere demoniaco del virtuosismo pianistico di Liszt. Negli anni 1830 e seguenti il musicista lesse molto la Divina Commedia in compagnia di Marie D’Agoult.

Dopo una prima versione del 1837, la forma definitiva avvenne nel 1849. Viene descritto l’Inferno di Dante con le sue “diverse lingue, orribili favelle, parole di dolore, accenti d’ira” attraverso un’esitazione continua e tempestosa. Nella parte centrale un canto d’amore pieno di nobiltà e speranza allude all’episodio di Francesca da Rimini. Nel finale dal carattere un po’ teatrale, le porte dell’Inferno sembrano chiudersi senza remissione.

I tre Sonetti del Petrarca, invece, furono scritti nel 1838-39 come lieder per voce e tenore acuto, poi per pianoforte, successivamente una seconda versione cantata per voce di baritono ed infine poco prima del 1858 il compositore dette loro la forma che conosciamo.

Difficile immaginare, tanto sono persuasivi nella veste per pianoforte solo, che i tre Sonetti del Petrarca fossero stati originariamente scritti come Romanze per voce e pianoforte.

L’intera raccolta pianistica segna una fase molto importante di Liszt e cioè l'incontro con la contessa Marie d'Agoult. Per il compositore ventiduenne, già concertista celebrato in tutta Europa; tale incontro rappresenta fuor di ogni dubbio un momento fondamentale dell’ intero corso della sua vita come uomo e come musicista, il quale, da quel 1833 non cesserà di errare fino al ritiro in convento che avverrà trent'anni dopo.

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