Nicola Abbattista

Da quassù. 

Da quassù il mare è la pelle di un vecchio

Che ha dimenticato la gioventù di ieri

Quando non c’erano onde a rigargli la fronte,

Correnti a disegnargli labbra virili. 

Da quassù tutto è diverso.

È stranamente più giusto, più normale.

Il sole ora è oltre le alpi

E la vita oltre la luce. 

Ora è come se affondassi i passi

In queste distanze ovattate

Le nuvole sono lì a sposarsi col sole

Mentre saluta e lascia la sua firma. 

Lui arriva, ama e tradisce.

Gocce del suo seme dappertutto

Ha fecondato le ignare nuvole

Che si dipingono di rosso, viola e arancio. 

Fuori è solo novembre

Eppure quanto calore mi sembra di vivere

A vederle calde e gravide ai miei piedi

Avrei voglia di toccarle. 

Inconsapevoli oggi sono il mio oceano candido

Visto dal mio battello

Che con decisione e fermezza

Divide le acque e detta comandamenti. 


 
 

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