Palma Laera

Il volo dell'Uccello di fuoco. 
 

     Il racconto coreografico in due quadri di Fokine con musica di I. Stravinskij (1882-1971), fu rappresentato per la prima volta  il 25 giugno del 1910 all'Opéra di Parigi.

     La partitura doveva essere scritta da Liadov, profondo conoscitore della musica popolare russa; questi, però, non si decideva mai ad iniziare il lavoro quindi Daghilev prese la decisione di affidare la composizione della partitura a Stravinskij.

    Una notte, nel giardino incantato di Kaschchei arrivò il giovane principe Ivan Tsarevich che stava inseguendo un magico uccello di fuoco. Clarinetti e contrabbassi intonano in sordina un tema cupo, poi le terzine veloci degli archi e i legni preannunciano la comparsa dell'uccello di fuoco.

       L'uccello svolazzava intorno ad un albero dalle mele d'oro quando il principe avvicinandosi furtivamente e approfittando del buio provocato da una nuvola che nascondeva la luna catturò l'uccello. Il povero animale cominciò a supplicare il principe di lasciarlo libero, offrendogli in cambio della libertà una penna di fuoco e promettendogli di andare in suo aiuto in caso di bisogno. Il principe mosso a compassione lo liberò.

    Poco dopo, dal castello di Kaschchei, uscirono tredici bellissime fanciulle che si avvicinarono all'albero dalle mele d'oro e mentre stavano giocando e ridendo fra loro, apparve il principe.

    In un primo momento si spaventarono, ma poi capirono che non voleva far loro del male e lo invitarono a giocare. Il principe fece ballare tutte le ragazze, ma se ne innamorò di una, la più bella.

     Le ragazze allora raccontarono al principe di essere prigioniere del mostro Kaschchei e che dovevano rientrare nel castello prima dell'alba. Fu così che Ivan decise di seguirle per entrare con loro nel castello e liberarle.

    Fece proprio così, nonostante le ragazze lo avessero avvisato che il mostro pietrificava chiunque tentasse di liberare le sue prigioniere.     Appena entrato nel castello, una schiera di mostri orribili si parò davanti al principe facendolo prigioniero.

    Mentre stava per essere pietrificato, si ricordò dell'uccello di fuoco e della sua promessa: prese così la piuma magica di fuoco e lo chiamò ad aiutarlo. L'uccello accorse subito e giunto lì rivelò al principe il segreto dell'immortalità di Kaschchei: per annientare il mostro era necessario distruggere lo scrigno-uovo in cui era racchiusa la sua anima. E nel frattempo, l'uccello bloccò l'incantesimo trascinando i mostri guardiani in una furiosa danza facendoli cadere sul pavimento addormentati.

     Fu così che il principe Ivan poté tranquillamente rompere lo scrigno-uovo provocando la morte di Kaschchei e la fine dell'incantesimo. Tutti tornarono liberi, l'uccello di fuoco unì il principe e la principessa Zarievna e volò via.

   Nell'uccello di fuoco è ancora evidente l'influenza orchestrale di Rimskij-Korsakov, col quale Stravinskij aveva studiato cinque anni, ma si individuano alcune caratteristiche tecniche che diverranno proprie allo stile stravinskiano: come il mantenere la scrittura armonica su un doppio binario, infatti le parti realistiche della storia del balletto ricorrono alla musica popolare di stampo diatonico, mentre le parti fantastiche utilizzano il cromatismo.

   Stravinskij mostra già nel 1910 di possedere una forte personalità e uno stile molto originale legati entrambi alla capacità di reinterpretare e rielaborare elementi folkloristici tradizionali della musica popolare russa.

 

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