Davide Mezzina

Estratto da “Volere Volare”. 

Questo brano è tratto dal breve romanzo “Volere Volare” che fa parte della trilogia con “”Diario di un podista per caso”, “ Vivere senza mèta”, che non è stata mai pubblicata. Racconta la continua ricerca dell’autore di modalità  per sottrarsi alla routine della quotidianità ed assaporare quella che volgarmente si chiama “libertà di vivere”. 

Maggiordomo: Buongiorno sig. na  Alina. Ha dormito bene sotto la coperta di stelle? 

Alina: Ciao signor Volere. Per la verità stanotte, nonostante sia estate, tirava un po’ di vento che mi sballotolava di qua e di là e con il suo rumore, nonostante la coperta di stelle, sentivo freddo. 

Maggiordomo: Eppure pensavo che per una come lei il vento fosse condizione indispensabile per vivere meglio anche d’estate. 

Alina: Sai caro mio, se è vero che noi della famiglia volare abbiamo una certa dimestichezza con il vento, è pur vero che abbiamo anche bisogno di riposo dal vento che quando siamo svegli ci sostiene e ci consente di camminare lievi come fossimo piume.  Piuttosto dimmi come sta il mio caro nonno alettone. 

Maggiordomo: Suo nonno sta molto male perché, nonostante la sua età, quando la notte non riesce a dormire si alza e prende il volo, nella speranza che stancandosi possa cadere nelle braccia di Morfeo. Inoltre la sua cara moglie Elica non può fare a meno di accompagnarlo perché, per paura che possa cadere, vuol sempre sostenerlo, nonostante pure lei abbia a causa degli anni accumulato un po’ di ruggine. 

Alina: Sai, io posso capire perché sono così uniti. Mio padre Jumbo mi raccontava che loro si sono conosciuti durante la seconda guerra mondiale. Quando si sono ritrovati di fronte sullo stesso aereo durante un bombardamento, il nonno Alettone, vedendo questa bella Elica, si sforzava di proteggerla dagli attacchi degli aerei nemici facendole da scudo. In quel momento Elica, vedendo l’imponenza e il coraggio di alettone si innamorò di lui e decise di trascorrere con lui tutta la sua vita. 

Maggiordomo: Che storia commovente sig.na Alina. 

Alina: Ma non è finita qui, perché dopo la guerra i due decisero di sposarsi e di avere due figli  Jumbo e Nuvola, ma quest’ultima morì appena nata perché non riusciva a respirare. Il loro affetto si riversò quindi tutto su mio padre Jumbo il quale fu viziato a tal punto che, per offrirgli il meglio di quello che desiderava, il nonno e la nonna furono costretti ad affrontare molti viaggi.   

Maggiordomo: Sig.na la ascolterei volentieri per ore, ma mi permetto di consigliarle di far visita a suo nonno prima che sia troppo tardi. 

Alina: Ascolto volentieri il suo consiglio e mi accingo a fare un giro di ricognizione nella stanza del mio adorato nonno. Mi scusi ci vediamo dopo . 

Maggiordomo : D’accordo sig.na Alina. 

Alina: Ciao nonna Elica. Come sta nonno Alettone?  

Nonna Elica: Come vuoi che stia tuo nonno dopo tutti quei giri notturni in cui dispiega ancora la sua lunghezza nel tentativo di proteggermi ancora? 

Alina: Cara nonna, ho capito che ormai il nonno ha le ore contate per cui ti chiedo l’autorizzazione per un passaggio radente. 

Nonna Elica: Autorizzazione accordata.  

Alina: Grazie nonna ! WHOOO !WHOOO! 

Nonno Alettone: Questa voce non mi è nuova sei proprio tu, Alina mia ? 

Alina : Sì, caro nonno  

Nonno: Ti ricordi quando ti ho insegnato a volare? In principio avevi una paura terribile e non volevi staccarti da terra nemmeno con l’aiuto di nonna Elica che ti sosteneva. Adesso invece sei in grado di fare anche i passaggi radenti senza alcuna paura. 

Alina: Sì, caro nonno. Mi ricordo e ricordo anche che non volevo staccarmi da terra perché mi piaceva farmi sostenere da te che mi tenevi forte, mentre mio fratello maggiore Jhonathan mi prendeva in giro volteggiando come un gabbiano. 

Nonno: Ricordati, cara mia, che tu della famiglia sei quella che somiglia più a me e quindi, hai il compito di proteggere tutti gli altri che senza di te sarebbero come uccelli senza ali. Ricordati di stare attenta a tuo fratello che ha deciso di volare così alto fino a trasfigurarsi. Sai lui non è un tipo a cui piace sentirsi oppresso dalle andature di linea con orari comodi e con interni confortevoli a lui importa solo raggiungere ogni giorno un punto più alto del giorno prima perché pensa che la vita non si possa trascorrere soltanto rifornendosi del miglior carburante tra sedili comodi e hostess carine che ti coccolano mentre viaggi. Sai, lui ritiene che tutte queste cose siano fonte di debolezza e che diminuiscano l’efficienza e la prestanza della sua fisicità a tutto vantaggio di ingordi passeggeri che abusano del mezzo che usano per viaggiare e librarsi nell’aria. 

Alina: Nonno, ma io non avevo mai capito perché mio fratello facesse quella vitaccia; ma ora che me lo hai spiegato, penso che in effetti abbia ragione perché noi non siamo nati per stare comodi, ma per viaggiare, vedere nuovi posti e persone e confrontarci con essi e portare il messaggio in altri posti e così via. 

Nonno: Brava Alina. Adesso capisci perché ho voluto che voi due, tu e tuo fratello, imparaste a volare sin da piccoli. Però, per far questo, non  mettete a rischio la vostra stessa vita altrimenti chi potrà insegnare ad altri quello che voi avete imparato? 

Alina : Nonno, ora non ti stancare più a parlare e riposa perché io sono ancora giovane e ho molti anni davanti a me che potrò utilizzare come tu hai detto. 

Nonna Elica: Alina, vieni vicino a me che sento già un senso di solitudine . 

Alina : Va bene, nonna . 

Nonno: Elica mia, non ti dolere se non potremo volare più insieme perché tutti i voli che potevamo fare, li abbiamo fatti ed è il momento che io faccia l’ultimo da solo. 

Nonna Elica (con voce malferma e lacrime silenziose che sgorgano dagli occhi): Va bene, caro Alettone, quando sarà possibile, ti raggiungerò nella speranza che non ci separeremo più. 

Alina : Vado ad avvisare papà, mamma e mio fratello che il nonno sta facendo l’ultimo volo. 

Nonna : Va bene, mia cara nipote!          
 

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