Mariarosaria Saliani

Pensieri in volo.

Mariarosaria Saliani è laureata in lingua francese ed è attualmente docente di ruolo presso l'ITC "Romanazzi" di Bari.

 

La scelta.

 

I miei pensieri corrono veloci come nuvole nel vento e dalle cose più comuni mi ritrovo ad affrontare interrogativi esistenziali e domande su argomenti sconosciuti.

Chi sono le rondini?

Sono sul mio balcone e mi sfiorano come lance, punte di lancia le loro ali.

Libertà, cara libertà!

Ne sono l'emblema e i loro garriti sembrano urla di vendetta o di riscatto.

Anche loro soffrono?

La fame, il freddo, il vento freddo e tumultuoso che le sbatte altrove,

a volte al suolo da cui non riescono più a volare

a meno che un'anima buona non gli dia l'occasione per rilanciarsi nel vuoto della loro libertà.

Non c'è la libertà, non esiste!

Gli uomini non hanno libertà,

solo il libero arbitrio,

la possibilità o no di rispettare le regole della società tutte o alcune

o rifiutarle, tutte o alcune.

Ma è incredibile come questa personale decisione diventi determinante per la vita delle persone,

tu  SEI ora... secondo ciò che hai scelto?

Ma, guarda le rondini...

sei proprio sicuro di essere stato tu

a scegliere?


 

Prospettiva di un piccione.

 

Passeggio su questa nuova piazza… è grandissima, tanta gente ma nessun albero.

Ci vogliono bene, vedi, alcune persone ci danno il granturco… che buono!

Là, una mollica… mia!

Uffa, stai attento per poco non mi investi!

Carrozzine, biciclette, piedi frettolosi e cani…

Per fortuna ho le ali e posso volare…

Viaaa! Che aria fresca stamattina, che sole meraviglioso, mi sento così bene…

Guarda che belle guglie decorate, sono tantissime ma…

Devono essere scomode… no, andiamo ancora in alto, mi fermerò su quella statua di donna…

È comune, ne ho viste altre, tutte così, in questa posizione,

il piede avanti, le mani giunte e gli occhi in alto…

Ma questi umani che scarsa fantasia!




Volo d’anima


Bianche, le sue mani dalle dita lunghe e affusolate

percorrevano i tasti della cassa di quel famoso bar.

Avrei detto sapesse suonare il piano.

Bionda, i capelli legati in crocchio sulla nuca,

la pelle profumata, ancora di bambina.

Straniera, dal dolcissimo sorriso e accento mi guardava

con leggero disappunto se non potevo darle spiccioli,

non riusciva a darmi il resto.

I suoi occhi, di un azzurro profondo

sembrava contenessero oceani lontani,

persi negli attimi di nostalgia.

Cara, non sei più qui, su questa terra,

viandante sconosciuta in un paese

che ti ha accolta e troppo presto persa.




Elì, Elì, lemà sabactàni


La rabbia e disperazione

di chi non può rispondere ai soprusi,

il terribile senso d’impotenza

davanti al male fisico che non puoi guarire,

il rifiuto interiore per tutto ciò che è ingiusto

ma giocoforza va fatto,

l’indifferenza di quanto e chi ti circonda

con la sensazione di respirare una cattiveria che ti sfiora,

le lacrime degli indifesi, gli invisibili, il male.

La presunzione e la mancanza di umiltà,

la corsa ad un potere insulso

che può dare solo valori materiali,

vano senso di gloria.

Ma chi è l’uomo, quello vero, il giusto?

È stato ucciso dal dio Denaro

che ne ha creato uno senza coscienza,

senza dignità, pronto a rinnegare, a tradire,

perché così è bene. Così va fatto.

E’ l’epoca di Giuda che prende monete d’oro,

di Pietro che non sente cantare tre volte il gallo.

Ed io, chi sono io, Padre mio?

Perché qui, sul Golgota mi fai uccidere?


 

 

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