Angela Pugliese

Il ramo “storia” nella letteratura francese per ragazzi dell’estremo contemporaneo.

A travers la fiction, la mémoire est racine, charpente, ligne de pensée structurant le présent. Elle permet de percevoir le bien comme le mal et le perfectible. Page de honte qu'on veut oublier et qui peut faire retour, ou moment de joie glorieuse qu'on idéalise (R.Causse, Qui a lu petit, Paris, Plon, 2000, p.178).           

Essa testimonia il passato dell'essere umano, ma perché diventa aiuto essenziale per “structurer” il tempo moderno, per vivere meglio nella società attuale, utilizzando l'esperienza dei predecessori: in un romanzo storico, la voce narrante fa viaggiare il lettore attraverso il passato per ritornare al presente. La storia acquisisce una funzione parzialmente pedagogica: senza avere nessuna pretesa d'insegnare un comportamento attraverso l'esperienza, senza imporre un modello da costruire, essa fa “percevoir”, dunque conduce ad una presa di coscienza del “bien” come del “mal”. Sta all'uomo moderno, dopo aver visto e compreso la sua esperienza, strutturare il proprio tempo, sta a lui organizzare la propria vita. La storia non è più solo l'inizio di un filo che arriva al presente. Essa diventa il filo stesso che conduce l'uomo nella sua identità globale. Non è più soltanto il racconto degli avvenimenti, entra nella scrittura sostenendo la sua funzione fondatrice sulla scena, nei meccanismi della narrazione. Le pagine del romanzo diventano un insieme di aspetti storici ed immaginari. L'elemento fantastico si intreccia fortemente alla storia. In un testo storico, non si ritrova un immaginario che si fa carico di tutta la narrazione; risponde, al contrario, ad un bisogno di certezza: il fatto può essere testimoniato ed il lettore può crederci. Se può credere all'avvenimento, allora può credere anche all'elemento immaginato, perché la storia dà credibilità. Il lettore, inoltre, ritrova una serie di elementi difficili da vedere nella sua epoca – dei vestiti differenti, per esempio – che gli offrono la possibilità di allargare il suo immaginario. Il racconto storico è anche un modo di sistemare aspetti negativi della natura umana in un'epoca differente e lontana. Così il lettore prende distanza da quel che è difficile da confessare nella realtà della sua epoca: rispetto alla violenza, per esempio, è più facile e rassicurante ritrovarla altrove rispetto al presente. Il lettore legge “l'indicibile” in un'epoca altra, lontana, è al riparo dagli aspetti inconfessabili della natura umana.

      Oggi il romanzo storico per ragazzi ottiene un grande successo in Francia (questa affermazione è il risultato della mia inchiesta nelle librerie parigine FNAC o Gibert), come testimonia la vendita considerevole dei romanzi di Odile Weulersse (Nata a Neuilly-sur-Seine nel 1938, diplomata presso l’Institut des Sinces Politiques, poi specializzata in filosofia nel 1969,è “maître-assistante all’università Paris IV Sorbonne. Insegna cinematografia). È tra gli autori più conosciuti ed i suoi romanzi tra i più letti dal giovane pubblico. Quando diventa romanziera per raccontare ai bambini un’avventura dell’antico Egitto, è su una documentazione impeccabile che costruisce il suo racconto. Tra le sue opere, ricordiamo Le chevalier au bouclier vert (s.d.), Les pilleurs de Sarcophages (1984), Le messager d’Athènes (1985), Le serment des catacombes (1986), Le cavalier de Bagdad (1988), L’aigle de Mexico (s.d.). In  Les pilleurs de Sarcophages (O. Weulersse, Les pilleurs de Sarcophages, Paris, Plon, 1984), un eroe di quindici anni, Tetiki, trascina il lettore in un’avventura affascinante nell’Egitto dei Faraoni. Il protagonista è coraggioso: vuole scoprire la sepoltura segreta di Taa e recuperare il tesoro. Per salvare il suo paese occupato dai nemici, sfida le spie, il deserto e la morte. I suoi compagni di avventura sono un nano danzatore e una scimmia i cui comportamenti sono quasi umani.

     Bisogna considerare che ai nostri giorni il Francia le collane ottengono un successo di vendita ben più evidente di quello di un romanzo isolato. Ritroviamo, in particolare, l’esperienza di un’opera collettiva, riunita sotto il titolo Les couleurs de l’histoire, che è considerevole. Christian Grenier, cofondatore della “Charte des auteurs et illustrateurs pour la jeunesse”, ha maturato per anni l’idea di un’opera collettiva. Nel 1987, lancia la sfida di raccontare la storia del XX secolo attraverso dei romanzi. Ha pensato, infatti, che è più utile realizzare un progetto letterario piuttosto che continuare ad interrogarsi sul senso dell’impegno nella letteratura per ragazzi. È sotto il nome in codice “la Saga”, che ritroviamo il lancio della serie Les couleurs d’un siècle. Dalla prima riunione di questo gruppo, venti autori si attivano in questo enorme compito di elaborazione, inedito negli annali della letteratura francese. Definiscono il quadro dei luoghi in cui le loro storie si incroceranno, abbozzano la genealogia delle famiglie dei personaggi. Poi, iniziano ad arricchire i dati di partenza, si scambiano lettere e telefonate, analizzano insieme i loro manoscritti. Christian Léourier giocherà un ruolo decisivo di coordinatore tanto sul piano della creazione che delle revisioni logiche. Ogni romanzo può essere letto indipendentemente ed ogni autore ha conservato la più grande libertà, ma l’unità dell’insieme è garantita da: l’apparizione degli stessi personaggi in diverse opere, spesso ad età differenti; la loro appartenenza ad una delle famiglie concepite come rappresentative della società francese; luoghi come il ristorante Le Boeuf Limousin o la tipografia L’Eglantine; un disegno di Picasso La femme à la colombe; il personaggio di Constant Faure, nato il primo gennaio del 1900 che sta per morire centenario il 31 dicembre 1999, dopo esser stato testimone di tutti gli sconvolgimenti del XX secolo. La maggior parte di questi romanzi sono stati pubblicati per la prima volta da Hachette e proposti, dopo, all’attenzione del pubblico da Actes Sud nel 2000. Il testo Le Fil rouge di Nicole Vidal è stato pubblicato per la prima volta da Actes Sud nel 2000. Monique Hennequin, direttore del “Centre de Recherche et d’Information sur la Littérature pour la Jeunesse”, ci ha chiarito le idee sulle ragioni della seconda edizione di questi romanzi: sono ben scritti; è un modo per far conoscere ai giovani un periodo storico più vicino a noi poco studiato nei programmi scolastici; all’epoca della prima edizione, le collane non avevano molto successo, mentre al giorno d’oggi, il pubblico dimostra maggior interesse verso le opere collettive. La storia in questi romanzi è percepita attraverso lo sguardo della gente, dei personaggi che popolano le pagine: essa non è solo un susseguirsi di avvenimenti, come nei manuali, ma è vissuta attraverso le emozioni, le sensazioni e le vite dei personaggi che l’hanno vissuta. Nel corso del viaggio di “ApertaMente”, ho citato ed analizzato in diversi contributi critici, elementi di Le Cahier Jaune di F. Sautereau, di Le Fil Rouge e Nam de la Guerre di N. Vidal e di La Vague noire di M. Kahn, quattro romanzi che appartengono a questa collana. Tuttavia, non si possono ignorare i contributi significativi di Robert Bigot (l’autore scrive per gli adolescenti per tentare di comunicare il piacere che sentiva alla loro età verso queste letture che lo trascinavano lì dove i suoi occhi non andavano) che contribuisce a questa collana con Les Lumières du Matin (1975) e Dans les jardins d’mon père (1990) e Christian Léourier (lo scrittore preferisce che si parli più dei suoi libri che di lui. Scrive per gli adulti e per i giovani. Da molto tempo ha cessato di domandarsi se questa distinzione avesse un senso. La sua produzione letteraria è varia: “science-fiction”, romanzo storico, racconto filosofico, romanzo fantastico) che attraverso L’été de la lune (1991) descrive l’impazienza con la quale si aspettano le immagini della conquista della luna nel 1969. In Les lumières du Matin, nel 1871, Pascal Clarisse vive gli avvenimenti della Comune. Con suo padre, tipografo e portabandiera della rivolta, vive dei momenti di intensa emozione e incontra persone fiere e solidari. Jean Clarisse è il protagonista di Dans les jardins d’mon père. È un adolescente entusiasmato dagli inizi del “Front populaire”. Vive con sua madre. Suo padre, smobilitato nella primavera del 1919, è scomparso prima della sua nascita. Scopre la corrispondenza dei suoi genitori ed intraprende la ricerca di suo padre.

Questo quadro non pretende di essere esaustivo e vuole semplicemente offrire una visione generale del romanzo storico contemporaneo in Francia. In testi precedenti e successivi il lettore potrà ritrovare l’analisi di brani scelti, delle parole e del loro potere di evocazione.

 

 

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