Nicola Abbattista

Attendo. 

Attendo…

È così facile farlo

quando le porte si aprono

senza che nessuno bussi,

quando sai che non avrai visite.

Aspetto…

Secondi di pausa, bianchi e puliti

Come le mie giornate senza firma,

come locandine vuote

di spettacoli che non ci saranno.

Prendo tempo …

Con ingordigia e scaltra attenzione

Sono qui a rubare il tempo al tempo,

a legarmi ai secondi passati

ignorando quelli che arriveranno.

Indugio ancora…

Nell’attesa io chiudo le mani,

non voglio bere quell’acqua che corre via.

Credo di poterla trattenere nelle dita

perché berla se so che non mi disseterà?

Chiudo gli occhi…

Lascio che quattro accordi

Di un arpeggio inquieto

Insegnino ai miei pensieri una danza

In cui supposizioni e parole

Si spingano dritti nel buio dei miei umidi occhi chiusi.


 

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