Angela Pugliese
Il ramo “polar” nella letteratura francese per ragazzi dell’estremo contemporaneo.
Tutto un ramo di romanzi dell’estremo contemporaneo per i giovani è dedicato ai “polizieschi”. Il fine di questa produzione è probabilmente di far nascere la curiosità del lettore per la scoperta dell’assassino, per la rivelazione della verità e dell’ignoto. La caratteristica fondamentale di questa scrittura è sicuramente la creazione dell’attesa nello spirito del lettore che lo spinge a voltar pagina con una certa inquietudine e una sorta di paura. Se la scrittura del romanzo è artistica, allora è capace di trattenere totalmente il lettore che non sarà più capace di pensare a nient’altro, identificandosi con il personaggio e provando il suo terrore (si rinvia il lettore al manifesto On the sublime di E. Burke). Solo la paura è capace di rapire lo spirito del lettore, bambino come adulto. Burke sosteneva che la bellezza non riesce a creare le stesse sensazioni per il pubblico. Forse è più esatto affermare che la vera bellezza dell’oggetto artistico e il suo valore all’interno di questo ramo dipendono proprio dalla capacità di creare il “bel terrore”: la possibilità di saper scrivere e di far leggere una paura reale attraverso l’uso delle parole, il loro incastro ed il loro potere di evocazione. In questo campo, più che altrove del resto, si ritrova la scrittura dell’indicibile (v. precedenti contributi critici in “ApertaMente”). La scrittura artistica dei gialli per bambini si allontana dalla censura. Il bambino più che l’adulto è proiettato in un universo irrazionale, la ragione non è sovrana del suo essere, la sua immaginazione e la sua fantasia si uniscono ad un’inclinazione verso il metafisico. Quest’ultimo, che rappresenta un ponte, una sorta di legame tra i vivi e i defunti, è un modo per vincere la morte, o piuttosto di dimostrare e di far credere al bambino (e all’adulto) che la vita dopo la morte esiste: una funzione pedagogica che non esclude il valore artistico di certe opere.
Bisogna confessare che in questo ramo è più difficile trovare la vera letteratura e tuttavia, si ritrovano numerosi romanzi da citare per il loro valore, oltre a Les ficelle du crime di N. Charles di cui alcuni aspetti sono stati analizzati nei numeri precedenti di “ApertaMente”.
Ph. Delerm, che ha ottenuto un notevole successo scrivendo romanzi per adulti, ha scritto “des ouvrages noires” per i giovani.
M.A. Murail, già citata nei nostri studi, ha scritto dei “polars”.
In L’Assassin est au collège (M.A. Murail, L’Assassin est au collège, Paris, L’école des loisirs, 1992), degli avvenimenti inquietanti agitano il collegio Saint-Prix: il direttore riceve delle lettere anonime, qualcuno ruba copie nei cassetti dei professori e li segna con del sangue. Il detective Nils Hasard – già il nome suggerisce qualcosa al lettore – e la campionessa di arti marziali Catherine Roque, che il lettore appassionato ha già incontrato in Dinky rouge sang, risolveranno il caso. Il giovane lettore, comunque, sarà spinto a scoprire la verità prima del personaggio. La scena del romanzo, una scuola media, rende il processo di identificazione tra il personaggio e il lettore completamente naturale e spontaneo: l’adolescente potrà pensare agli avvenimenti misteriosi che hanno luogo nella sua scuola.
Le collane in questo ramo sono fondamentali. A questo proposito, vogliamo sottolineare il lavoro della casa editrice Actes Sud (come si è visto anche per quel che concerne il romanzo storico) che propone al giovane lettore una serie di gialli, raggruppati all’interno della collana Les petits polars. R. Causse, a proposito di questa collana, sottolinea che parecchi di questi romanzi trattano di ingiustizie sociali (R. Causse, Qui a lu petit lira grand, Paris, Plon, 2000, p.188).
In La double vie de Chloris Locuste di Robert Bigot (R. Bigot, La double vie de Chloris Locuste, Paris, Actes Sud, 2000. Abbiamo già incontrato Robert Bigot, nell’articolo che riguarda il romanzo storico), l’aspetto metafisico è centrale. In una sola giornata, Berthe incontra un bambino che frequenta una fantasmina vecchia di un mezzo millennio, un sempliciotto che sostiene che questo fantasma sia la custode del castello e dei poliziotti che investigano.
In Le Château des quatre vents (L. Nord, Le Château des quatre vents, Paris, Actes Sud,2001. Con Sonia Delmas, l’autrice ha immaginato questa serie poliziesca originale), degli incidenti agitano lo spettacolo organizzato per salvare il castello di Milan de Cartelvan. Dei personaggi sono sulla pista di un tesoro, altri cercano di capire il mistero della rosa dei venti che Milan de Cartelvan ha lasciato prima di morire.
In Les aventuriers du silence (V. Lou, Les aventuriers du silence, Paris, Actes Sud, 1998. V. Lou ha una vera passione per il sottosuolo: pozzi, grotte, condotti, gallerie, miniere. Questo spiega lo sfondo di questo romanzo), la narrazione si sviluppa attorno alla scoperta della protagonista di un grosso condotto che sprofonda in verticale, delle sbarre cementate che formano una scala: scende alla scoperta del mistero.
Al di là delle collane, ritroviamo altre opere degne di essere citate.
In La maison aux 52 portes (E. Brisou-Pellen, La maison aux 52 portes, Paris, Pocket, 2000. Evelyne Brisou-Pellen ha condotto studi in lettere moderne. Ha scritto un centinaio di testi per ragazzi tra cui una cinquantina di romanzi. Si ispira spesso alla Bretagna che è la sua regione natale. Ama anche situare l’azione in tempi passati o in luoghi lontani, nel mondo reale o fantastico), Maïlys sente che sta per diventare folle. La vecchia costruzione in cui la sua famiglia ha appena traslocato nasconde un segreto. Dietro le numerose porte della casa, ascolta voci, incrocia ombre. L’incipit di questo romanzo gioca proprio sull’opposizione luce/ombra che crea dalla prima pagina un’atmosfera inquietante.
Il y eut comme un éclair […] Ma vue se troubla, j’eus l’impression de tomber dans un grand trou, et je fus agressée par une lumière si étincelante que je fermai convulsivement les yeux (La maison, p.5).
Il mistero si annuncia subito.
Les parents ne se rendirent apparemment compte de rien […] Tout semblait normal (La maison, p.5).
Il verbo “sembler” riprende l’avverbio “apparemment”. Tutto sembra normale apparentemente, ma la realtà è differente: bisogna ricercarla in un campo diverso da quello della ragione e dell’universo sensoriale: gli occhi non possono più niente, il personaggio deve chiuderli. Inoltre, “Le déplacement de l’air” fa “vaciller” degli oggetti “dangereusement” (La maison, p.5). La voce narrante introduce il pericolo e con lui la paura. Vi è, tuttavia, qualcosa di leggero: è l’aria che porta il pericolo. Allora, il pericolo non è concreto e non può ferire? O al contrario, la scrittura vuole suggerire che anche l’aria è un pericolo che può provocare gravi conseguenze? Si tratta di una lezione rassicurante o terribile ed inquietante che il giovane lettore trova nella pagina?
La forza di questa scrittura risiede proprio nella sua ambiguità, che evoca il verbo “vaciller”. Questo verbo suggerisce le onde per la mente del lettore, un movimento che non è fisso, che non dà certezza sulla sua direzione.
In Le démon de la console (K. Quenot, Le démon de la console, Paris, Albin Michel, 1999. K. Quenot ama i misteri ed il fantastico. Pensa che Thibaut, il suo eroe, sia un po’ come lei. Ama il segreto), il giovane protagonista non riconosce più lo scherzoso eroe del suo videogioco preferito, perché i suoi indovinelli sono sempre più inquietanti. Inoltre, l’eroe non resta dietro lo schermo, ma entra nella vita reale. Questo romanzo è anche molto vicino alla realtà degli adolescenti che passano molto tempo davanti a videogiochi. L’identificazione con il protagonista ha luogo in modo quasi automatico. L’aspetto metafisico è ancora una volta centrale.
In La malédiction de la licorne (M. Amelin, La malédiction de la licorne, Paris, Bayard, 1997. M. Amelin è nato nel 1955. Ha insegnato e diretto un istituto scolastico. Pubblica delle storie con Grasset, Nathan, Bayard. Si appassiona anche agli intrighi polizieschi. Il suo romanzo Les jardins du casino ha ottenuto il premio del libro poliziesco al festival di Cognac nel 1989), la protagonista e sua figlia arrivano alla tenuta della Licorne dove sanno che Lord Mask – anche il nome dà un suggerimento – è stato selvaggiamente assassinato con il corno di una statua in pietra. Entrano in temibili segreti di famiglia.
Questo quadro mira a dare una visione generale dei gialli per ragazzi oggi. Uno dei testi dei quali suggerisco la lettura in questo ramo è Les ficelles du crime di N. Charles, che si intende analizzare in modo più approfondito nei prossimi incontri.