Nicola Abbattista
Poesie
C’è silenzio.
C’è silenzio…
Un silenzio di velluto
Dove la mia anima è seta
Davanti al tessuto più pregiato
Che sussurra senza fiato
Il racconto dei miei giorni alle spalle.
Racchiudo in un pugno
La polvere dorata oramai fredda
Baciata dal mio mare.
Vedo scorrere il tuo sangue
Sulla bocca dei pericolosi
Vedo i tuoi occhi spaventati
Che chiedono aiuto
Mentre anneghi nell’oceano delle tue bugie.
Che pericoloso vivere
Il tuo sogno
Racchiuso nel mio ventre
Che pericoloso giorno è il tuo giorno senza sole
Quando tutto vive e si sposta all’ombra
Della mia anima chiusa
In un vortice di insicurezze che bussano
Alle soglie delle vite oramai spezzate.
02/07/2005
Polvere di stelle su di me
Polvere di stelle su di me
In un vortice di pensieri e giorni.
Io guardo il cielo privo di fiducia
Mentre rimbombano su di me i loro pensieri… i loro commenti.
su di me occhi
che non dicono nulla di me
Lingue che sanno di me la tristezza,
l’arroganza, la falsità
Il freddo delle parole
mi brucia il fiato.
Chiuso in una scatola di acciaio
mi ritrovo ancora una volta a domandarmi
cosa ho fatto…
forse una lacrima parlerebbe per me
forse una parola in più direbbe chi sono
forse un sorriso non sentito darebbe un senso a quello che sembro
ma oggi forse è tardi e forse non mi importa
forse sono nato per pochissimi
forse sono quello che vedono
forse sono l’universo dentro e solo un pizzico di anime lo sanno
ma non mi importa
vivo di quello che ho nelle mani e nelle vene
vivo di quello che mi viene urlato nelle orecchie
vivo dei tuoi abbracci caldi …forti…
forse vivo è questo quello che non sanno.
13/06/2005
Quanta maestosa magia
Quanta maestosa magia
Quando sai che l’unico modo
Per capire che ora vivi
È sapere che un giorno morirai.
Vivere la normalità
Solo quando si assapora la diversità.
Che grandezza speciale
Insopportabile è la nostra esistenza.
Miseri moscerini noi due
A guardare una luna appesa storta
Sulla parete del nostro cielo
Che ci copre e ci nasconde.
Stretti in un'unica persona
Stiamo lì.
Il mio indice che segna l’infinito
Confine circolare che c avvolge.
Che avvolge ciò che siamo
Ciò che amiamo,
la nostra terra sotto i piedi,
l’ipnotico mare davanti.
Vogliamo stravolgere e costruire,
amare e adattare
ma siamo moscerini
chiusi nella tela del ragno
più spietato che esista.
Non potremo impedire
Ad una goccia di cadere
Ad una fiamma di riscaldare
Alle pagine di un libro di scorrere
A due labbra che si baciano di bagnarsi.
02/09/2005