Davide Mezzina

Il concetto di identità tra differenza e integrazione. 

L’uomo, sin dalla sua prima comparsa sulla terra, lo troviamo sempre collocato in gruppi sociali, inizialmente molto piccoli (famiglie clan, tribù) e poi sempre più vasti (villaggi, città, Stati) fino a raggiungere le attuali dimensioni internazionali, intercontinentali, planetarie. Di qui la necessità di fare oggetto di osservazione , analisi e ricerca il concetto di cultura con la c maiuscola inteso come il risultato del rapporto tra natura e società le quali si condizionano reciprocamente. La multiculturalità quindi è da sempre un dato di fatto e descrive la compresenza fattuale  di culture diverse nell’ambito di un medesimo spazio-tempo. Emerge quindi come oggi nell’enorme dilatarsi dei nostri rapporti sociali, costituisce esigenza primaria  la salvaguardia della dimensione culturale  personale della vita, vissuta non in senso individualistico, ma comunitario. La cultura diviene qualcosa di definito che si concretizza in individui che assolvono così al ruolo di rappresentanti di essa.

In questo periodo si discute sul ruolo che la società occidentale svolge nella problematica tra conflitto e integrazione che investe fondamentalismi politici religiosi sociali che ce la mettono tutta per creare crisi e fratture ed impedire il costruttivo confronto tra culture diverse. La domanda che è inevitabile porsi riguarda il fatto se ci sia o meno la possibilità di creare nelle nostre città del Sud d’Italia, luogo di accesso per eccellenza, forme di vita che valicando stereotipi e pregiudizi (nonché le maglie categoriali delle scelte politiche), forme di vita condivise, ricche, giuste in cui siano garantiti a tutti pieni diritti di cittadinanza democratica che rispettando le differenze, portino a vivere in modo non violento in uno spazio comune. La risposta a questa domanda ovviamente fa riferimento a un tipo di valori quali la solidarietà e perché a quella pietas che un po’ non guasta mai a cui non siamo più allenati forse perché prigionieri dei nostri egoismi i quali ci impediscono di vedere al di là degli egoismi personali e a vedere nell’altro non un ostacolo da rimuovere se non si piega ai nostri fini, ma un essere umano che ha il nostro stesso sentire e che più che giudicato in maniera aprioristica va accolto e capito perché è dalla crisi che l’altro crea in noi quando ci confrontiamo che si cresce e si diventa degli autentici esseri umani.      

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