Antonio Turi

Editoriale

“Arte, psicologia e pedagogia”, questo il titolo del nuovo numero di Apertamente. Un titolo che più interessante ed allo stesso tempo complicato non si sarebbe potuto trovare.

Interessante perchè la psicanalisi è ormai uno degli strumenti più utilizzati per comprendere il mondo dell'arte. E questo sia provando a leggere in chiave psicoanalitica le opere stesse, sia la vita vera e propria degli artisti che le opere hanno generato.

Non sarà qui il caso di ripercorrere i capisaldi di questa ormai vastissima branca dell'analisi critica dell'arte. Una branca nata già con lo stesso Fredu, che a questo tema ha dedicato più di una sua opera.

Ma come se non bastasse si è poi deciso di aggiungere una nuova parola chiave, la pedagogia. Si è voluto, cioè, provare ad analizzare in che modo l'arte è stata o può essere utilizzata in chiave pedagogica. Sia di per sé stessa, sia ricorrendo alla mediazione della psicologia, oggi imprescindibile in qualsiasi intervento formativo diretto agli adolescenti.

L'importanza dei temi trattati è di tale ampiezza che anche Angela Pugliese questa volta abbandona il suo terreno prediletto per fornire uno spunto di grande interesse. In “Arte e pedagogia: un incontro possibile” ci fa riflettere su una caratteristica della moderna letteratura. Una caratteristica che ha ribaltato quanto accadeva fino agli inizi del novecento, quando la funziona pedagogica della letteratura sembrava indiscutibile. Oggi, invece, ci dice Angela Pugliese, inserire dei valori positivi in una opera letteraria significa sminuirne il valore artistico.

Marialuisa Vallino, di seguito, in “Riflessioni di C.G. Jung su psicologia analitica ed arte poetica” analizza una celebre conferenza tenuta dallo psicologo svizzero per dimostrare come l'esercizio dell'arte non sia altro che una delle tante attività psicologiche. E che vada analizzata come tale, cioè con strumento psicologici.

È invece l'approccio di Freud ad essere al centro dell'intervento di Beppe Rossini, “Arte e psicanalisi”. Rossini analizza a critica alcune delle testi di Freud, che, lo ricordiamo, vedeva nell'artista un introverso vicino alla nevrosi capace di reinvestire le proprie energie in mete socialmente accettabili.

Il tema di questo nuovo numero ha decisamente acceso la fantasia della nostra pattuglia di narratori, capaci di trovare interessanti spunti.

Comincia Maria Rosaria Saliani, che ne la Signora Coscienza costruisce una divertente parabola sui sistemi educativi e sul ruolo della “coscienza” nella formazione dei bambini.

Rossella Soldano costruisce un “Processo a Gian Burrasca” dall'esito niente affatto scontato. Ad epigrafe del racconto, una importante citazione da Janusz Korszac.

Ne “Il vecchio del lago” Viviana Soldano rievoca con toni struggenti i traumi che può causare una educazione non equilibrata o, addirittura, decisamente punitiva.

Tocca ad una poetessa, chiudere il numero 21 della nostra rivista, Silvana Tittarelli Pierani. Con la chiarezza disarmante della poesia in pochi versi dice la sua con un componimento intitolato “Psicologia e pedagogia presentano: sorella arte” 

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