Antonio Turi
Editoriale
Numero interlocutorio per Apertamente. Il caldo e il freddo di una estate strana hanno ridotto i contributi per questo numero 22 dedicato a “L’arte a scuola e nelle università”.
Delle novità in cantiere parleremo meglio nel prossimo numero, come sempre on line per i primi di ottobre. Per ora diciamo che saranno finalizzate a rendere come sempre pregnante e densa di significati Apertamente.
“L’arte a scuola e nelle università”, dicevamo. E il pensiero non può non andare ad una delle polemiche più accese in questi giorni, cioè quel taglio delle risorse destinate al FUS (Fondo unitario per lo spettacolo), da sempre serbatoio vitale per tutto la cultura italiana. Un fondo che, anche se non direttamente, permetteva di realizzare la maggior parte delle proposte che affollano teatri e cinema italiani.
Il taglio del FUS finirà per avere delle conseguenze immediate e pesanti sullo svolgimento di tutte quelle proposte che, nelle scuole, corredavano l’insegnamento curriculare dell’arte. Ed ecco che allora, perlomeno dal mio punto di vista, parlare oggi di arte nelle agenzie formative significa in primo luogo riflettere su cosa succederà adesso se questo taglio andrà a buon fine e, soprattutto, in che modo si può pensare a costruire un percorso alternativo a quello attuale.
A questa nostra sfida, stranamente, hanno risposto solo narratori e poeti. I saggisti hanno detto passo, escluso il nostro pilastro centrale, Angela Pugliese, che nelle sue “Riflessioni” analizza il tema di questo numero partendo dai libri di testo. Si interroga, cioè, non solo sulla qualità che questo strumento essenziale deve avere, ma anche e, direi, soprattutto, sull’importanza dei percorsi alternativi gestiti in prima persona dall’insegnante.
Fra i narratori Patrizia Palma ci offre un racconto intitolato “La biblioteca” nel quale il tema dell’insegnamento dell’arte passa attraverso la necessità di veicolare i contenuti attraverso il difficile passaggio generazionale.
Silvana Tittarelli ha composto una poesia che, come sempre utilizzando il dialetto, propone il confronto e la riflessione tenendoli dentro il terreno delle immagini. “L’arte ‘ntela scola e ‘ntele Università si intitola il componimento.
Mariarosaria Saliani, in “Caro figlio anni –anta” e in “Giovanni” compie due delicati omaggi a due figure a lei legate mentre, infine, Roberta Gemmato, Adriana Marfelli, Annalisa Pitacco e Giada Portino, in “Dai Manca poco” raccontano in modo divertente e divertito del primo impatto con il mondo del lavoro.