Antonio Turi
Editoriale
Novità importante con il numero 23 di Apertamente. Dopo quasi quattro anni di vita, la testata diventa quadrimestrale. La decisione di aumentare la scansione temporale della rivista è stata presa a ragion veduta. Lo sforzo richiesto ai collaboratori, tutti volontari, cominciava a rivelarsi notevole e sempre più era evidente la necessità di dover scegliere fra un numero minore di uscite e un ridimensionamento dei contributi e delle presenze. Quindi l'appuntamento con il nuovo numero non sarà più la fine di novembre bensì del mese seguente, gennaio.
Per concludere con forza questa prima parte della storia di Apertamente, il tema scelto è “Arte ed alterità”, laddove al termine alterità è possibile sostituire una lunga serie di accezioni, non ultime quelle legate alle conseguenze dei grandi flussi migratori che stanno trasformando la fisionomia sociale del nostro paese, e non solo del nostro.
A poco più di due mesi dalla promulgazione della nuova legge che legalizza i respingimenti e trasforma l'immigrazione in un reato, ci piace citare una frase pronunciata dal protagonista di un bellissimo documentario presentato nella recente Biennale cinema di Venezia, e cioè che “emigrare non è un reato”. Il documentario era “Il colore delle parole” ed era dedicato alla figura di Teodoro, un cittadino camerunense giunto nel nostro paese nel 1974 e da allora qui rimasto per trasformarsi nel simbolo della necessità di accogliere chi decide di vivere in questo paese. Dice ancora Teodoro, più avanti, “mia figlia ha scoperto di essere nera il primo giorno di scuola. Fino ad allora per lei non c'erano state differenze. È terribile che proprio la scuola sia diventata oggi il luogo in cui si insegna non l'accoglienza e la tolleranza ma il razzismo”.
Al tema delle differenze culturali si aggancia direttamente Maria Cristina Consiglio con “Traduzione e paratesto: il caso Gomorra”. L'autrice parte dal caso del reportage romanzato di Saviano per una lunga ed interessante riflessione su cosa significa tradurre e contestualizzare un testo.
A parte la Consiglio, l'ultimo numero di Apertamente bimestrale è costruito solo di contributi di narratori e poeti, se non, come nel caso di Rossella e Viviana Soldano, di figure che concentrano in sé le due attività.
Rossella Soldano dopo un racconto intitolato Il Pitoscia, dedicato ad un personaggio abituato a vivere ai margini ma senza sentirsi marginale, completa la sua presenza con alcune poesie.
Lo stesso fa Viviana Soldano, che dopo un racconto intitolato Pasta con la Buridda ci ha inviato una poesia intitolata Tarantola rosa.
Due racconti completano questo numero, un omaggio alla figura del padre intitolato Amore di padre e firmato da Maria Rosaria Saliani e Chi comanda a Legolandia di Patrizia Palma.