Gianvito Pugliese
Editoriale

Sarò certamente scontato e banale, ma non posso esimermi, nel momento in cui sono chiamato a ricoprire l’incarico di Direttore di “ApertaMente” dal sottolineare il difficilissimo momento che sta attraversando la cultura in questo periodo.
Se non è facile anche negli altri Paesi d’Europa, la cultura è sempre la prima a risentire delle crisi economiche e l’attuale da noi è tuttora irrisolta e devastante, in Italia si sta vivendo un clima ancor più pesante.
ApertaMente non vuole e non deve fare attività o propaganda per questo o quel partito. Politica, invece, sì. Ha il diritto-dovere di farla, se per questa intendiamo impegno sociale e culturale, servizio per la collettività, valorizzazione dei talenti della nostra terra, ricca di giovani valorosi, ai confini della genialità, ma povera di tutto il resto.
Nel nostro Paese, diciamolo sinceramente, si va diffondendo un clima di caccia alle streghe. Accusati di essere al servizio dell’opposizione, gli operatori culturali, così come i giornalisti, sono oggi chiamati a lottare spesso non per poter liberamente svolgere la propria attività e tentare di crescere, come è sacrosanto diritto di qualsiasi uomo, ma solo per sopravvivere, magari aspettando tempi migliori.
Noi di Apertamente siamo chiamati a questo impegno.
Dalla nostra abbiamo una forza: siamo volontariato allo stato puro. Difficile, dunque, impedirci di parlare liberamente, di ragionare con la nostra testa, di contribuire a far ragionare i lettori nella pluralità delle idee e dei punti di vista.
Ho scelto un disegno fortemente emblematico per accompagnare questo editoriale. Rappresenta una croce sulla cultura in Italia. Una croce da più di duemila anni è simbolo di martirio e persecuzioni, ma anche di resurrezione, fede e speranza.
A chi vuol mettere in croce la cultura o la vuole apporre su di essa ricordo che una Croce, due millenni or sono, è stata simbolo del martirio più dirompente a memoria d’uomo. La storia non conosce forza più rivoluzionaria: in quel simbolo l’Uomo stravince sul Potere.
Un grazie dal profondo del cuore a chi ha collaborato a questo “mio” primo numero. Spero che le collaborazioni crescano e attendo con ansia proposte ed articoli per i prossimi numeri.
Michele Campione mi ha insegnato a scrivere, ma innanzi tutto mi ha fatto capire che un vero giornalista deve avere un solo padrone: i suoi lettori.
Buona lettura, dunque, amici lettori: aiutateci con i Vostri suggerimenti, con le Vostre critiche affinché Apertamente sia sempre più vicina alle Vostre esigenze, più gradevole per Voi, più utile ai nostri giovani ed alla nostra amata Terra.