Antonio Turi

Editoriale

“Arte ed infanzia”, questo l’argomento per il terzo numero di “Apertamente”, la nostra rivista on line. E, riflettendoci un attimo, non poteva che essere così. Per tante ragioni.
La prima, la più forte, è che chi più ha voluto questa avventura, Angela Pugliese, proprio all’infanzia ha dedicato il suo lavoro. Sia come formatrice, nelle scuole, che come scrittrice.
La seconda ragione, non meno valida, ha a che fare direttamente con la nascita della nostra testata. Una nascita avvenuta per gioco, e che sull’entusiasmo di chi la redige ancora oggi si basa. Due caratteristiche proprie più dell’infanzia che dell’età adulta. Perlomeno apparentemente.
Ma se “Arte e infanzia” nella mente di chi redige “Apertamente”, suscita particolari emozioni e richiami, non si può ignorare che il territorio da esplorare questa volta è quanto mai immenso. Impossibile abbracciarlo con un solo sguardo.
Noi, come sempre, in queste pagine virtuali proviamo a dare delle suggestioni, a lasciare delle tracce. I nostri lettori potranno scegliere se proseguire sulle piste aperte o trovare proprie idee, aprire nuove strade, suggerire nuovi percorsi. Mai come in questo caso le opzioni sono così numerose e tutte valide.
“Arte e infanzia”, dunque, due parole chiave. Due mondi apparentemente lontani, visto che l’arte dovrebbe essere il territorio in cui raggiungere la massima profondità di riflessione e di comunicazione, ma pure intimamente legati, perchè nessuno resta così a lungo bambino come gli artisti. E, per citare una definizione che ci è cara, l’arte, infine, potrebbe non essere altro che lo sguardo di un bambino troppo cresciuto sul mondo e sulle cose.
Fra i nostri collaboratori, a Davide Mezzina il compito di introdurci nel tema del mese, con un intervento chiaro fin dal titolo: “Il rapporto fra arte e infanzia: possibile o necessario?”. Mezzina ci ricorda giustamente che è proprio la capacità di creare arte una delle cose che ci contraddistingue dagli animali, subito dopo prova a dare una risposta al quesito esposto nel titolo.
Segue Maria Panza, che invece si concentra sul genere che per definizione costituisce il trait d’union fra l’arte e l’nfanzia, cioè la fiaba. I canoni, le leggi, la funzione stessa della fiaba vengono esaminate e ridefinite alla luce di una funzione formativa che questo particolare tipo di arte ha sempre avuto in passato.
Si prosegue con Pietro Laera, che esamina i collegamenti fra arte, infanzia e musica. Non poteva mancare la musica, in questo numero. La musica, da sempre l’arte che più riesce a parlare il linguaggio del meraviglioso. Che salta la ragione per parlare al cuore. Tutto da leggere, e con attenzione, l’intervento di Laera.
Maria Cristina Consiglio ci propone una attenta e per molti aspetti innovativa lettura del capolavoro di Burgess, “Arancia meccanica”. Quasi tutti, certamente il sottoscritto, sono sempre stati portati a pensare che i protagonisti di questo romanzo sono dei giovani, anzi, quasi degli adulti. La Consiglio ci ricorda invece che si tratta di adolescenti. E da questa nota costruisce la sua lettura.
Preciso e puntiglioso, come sempre, l’intervento di Angela Pugliese, questo mese dedicato agli eroi negativi nella letteratura francese contemporanea per ragazzi. Fra i tanti aspetti di Angela Pugliese citati in testa a queste note, non abbiamo ricordato la sue esperienza di dottorato presso l’Università di Bari. L’intervento proposto questo mese rappresenta una splendida introduzione alla letteratura per ragazzi d’oltralpe ed è corredato da una ghiotta bibliografia.
Chiude la sezione dedicata ai saggi Maria Luisa Vallino, con una recensione dell’ultimo romanzo di Angela Pugliese, “Lo specchio di Alice”. Il libro è certamente molto interessante e sta già appassionando i ragazzi di molte scuole che hanno scelto di adottarlo. La recensione della Vallino aiuta a svelarne e comprenderne i meccanismi.
Per la parte creativa, abbiamo tre poesie dialettali di Silvana Tittarelli. Anche la poesia, come la musica, è linguaggio particolarmente adatto all’infanzia. Quando poi usa il dialetto, lo sguardo sul mondo assume un’aria ancora più piacevolmente sognante.

 

 

 

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