Antonio Turi
Editoriale
“Il terrore nell'arte: un estetica dell'orrore”, è questo il tema affrontato nel quinto numero di apertamente. Un tema difficile, scottante. Un tema che la redazione di Apertamente ha avvicinato ancora una volta onorando al meglio il nome della nostra testata. Discutendone, cioè, con mente aperta e apertamente.
Non è facile parlare di orrore, di terrore. Perché sono, questi, temi che ci toccano maledettamente da vicino. Soprattutto oggi, quando la paura di attentati ed atti terroristici minaccia gran parte del mondo occidentale. E proprio quando si pensa di aver trovato un luogo sicuro, ecco l'orrore.
Anni fa, meglio, ormai decenni fa, intorno alla metà degli anni '80 del secolo scorso, la rivista Photo editava un supplemento trimestrale chiamato Phototeca.
Era, Phototeca, pensato per argomenti monografici. Ogni numero era dedicato ad un particolare aspetto del mondo della fotografia. Con grande preveggenza rispetto a quello che si stava preparando, Phototeca dedicava grande attenzione al mondo dell'horror. Proponendo decine di scatti su tematiche legate ad eventi catastrofici come guerre e stragi, ma anche terremoti, inondazioni e così via. Per non parlare dell'orrore scatenato da corpi umani deformati, deturpati, ancorché ancora, spesso, viventi.
Descrivere orrore e terrore, per Phototeca, in fondo non era molto complicato. Una foto mostra. Non ha bisogno di parole.
Per uno scrittore, e in questo numero di Apertamente, come sempre, si parlerà molto di scrittori, è più complicato. Ci vogliono molte parole per far paura. Ancora di più per terrorizzare. Infinitamente di più per fare orrore.
Da questo difficile dilemma i nostri collaboratori ne sono usciti benissimo. E come sempre i loro interventi sono tutti da leggere.
Angela Pugliese non ha rinunciato ad esaminare il tema nel suo contesto preferito, quello della letteratura per ragazzi. Questa volta ci parla della “crudeltà delle parole” in un romanzo di Nicole Vidal, autore francese contemporaneo. Il romanzo è “Fil rouge”.
Marialuisa Vallino ricorre alle immagini e ci conduce in un vorticoso viaggio fra scrittori e pittori che l'orrore hanno cercato di raccontare o ritrarre. Si parte, e non poteva essere altrimenti, da Poe per toccare la contemporaneità passando per pilastri del genere come Blake, che si muove a metà strada fra parola e pittura, e Munch.
Viaggiamo per mare, con Maria Cristina Consiglio. E lo facciamo in compagnia del più grande autore di storie marinare. Stiamo parlando, ovviamente, di Joseph Conrad. Il romanzo è The secret shaker e racconta di un giovane capitano che, al suo primo comando, raccoglie sulla sua imbarcazione un naufrago fuggito da un'altra nave perché creduto colpevole di omicidio. Lo strumento dell'analisi è il tema del doppio, spesso utilizzato nelle narrazioni gotiche.
Palma Laera ci propone un'analisi del brano musicale che meglio rappresenta il nostro tema, La danse macabre di Camille Saint Saens, mentre vi prego di fare attenzione al programma della manifestazione che, intitolata Le arti terapie tra arte e neuroscienze, si svolgerà presso il Conservatorio di Lecce nei primi giorni di dicembre.
Si intitola, infine, L'estetica dell'orrore la poesia inviataci da Silvana Tittarelli. Riflessioni fatte davanti ad un famoso quadro dedicato ad una celebre battaglia.