Palma Laera
Il tema della Morte nella Danse macabre di Camille Saint-Saëns
Un tema molto diffuso già nel Medioevo e che nel corso della storia si estenderà a molte espressioni artistiche è la Danza macabra o Danza della morte. Tra le opere ispirate alla leggenda della morte che a mezzanotte danza in mezzo agli scheletri usciti dalle tombe, la Danse macabre di Saint-Saëns è quella che con maggior decisione trascura l'interpretazione romantico-demoniaca, per privilegiare invece un discorso improntato soprattutto all'ironia e all'umorismo, con effetti evocativi assai spassosi (lo stridere delle ossa è evocato, nella versione orchestrale, dal suono dello xilofono).
Questo poema sinfonico, nato come lirica per voce e pianoforte e poi riscritto per orchestra nel 1874 senza cantanti e senza indicazioni sceniche, è un tipico esempio di musica a programma ovvero una musica che vuole raccontare una storia senza l'uso di parole.
La “Danza macabra” nacque per accompagnare la recitazione cantata di una poesia di Henri Cazalis, in cui s'immagina che a mezzanotte, in un cimitero battuto da un gelido vento e fra alberi spogli, la Morte guidi al suono del suo violino la danza degli scheletri chiamati fuori delle tombe.
Il lavoro al momento non ebbe grande successo, anzi, esso fu definito “di pessimo gusto” a causa della riproduzione del rumore delle ossa ottenuta con l'impiego dello xilofono - strumento che non era mai stato usato in orchestra fino ad allora - in seguito invece divenne (ed è tutt'oggi insieme al “Carnevale degli animali”) uno dei pezzi più celebri del musicista francese.
La composizione inizia con il suono dell'arpa che esegue i rintocchi di mezzanotte; originale l'uso di questo strumento per sostituire l'effetto delle campane.
Successivamente un contrabbasso pizzicato sottolinea i passi della Morte, che al chiaro di luna entra nel cimitero e va a sedersi su una tomba. La musica evoca le parole del testo:
Zig et zig et zag, la mort cri cadence
Frappant une tombe avec son talon,
La mort à minuit joue un air de danse,
Zig et zig et zag, sur son violon.
La Morte imbraccia un violino e incomincia ad accordarlo: in realtà lo accorda in modo sbagliato, ed esso produce suoni inconsueti e stridenti (a tale proposito, infatti, Saent-Saens prescrive che lo strumento abbia la corda più acuta abbassata di un semitono, così da suonare un Mi bemolle al posto del Mi naturale).
Il vento sibila tra gli alberi e viene presentato il primo tema dal flauto e poi dagli archi:
Le vent d'hiver souffle, et la nuit est sombre,
Des gémissements sortent des tilleuls;
Les squelettes blancs vont à travers l'ombre
Courant et sautant sous leurs grands linceuls,
Nella danza i due temi principali si alternano e si sovrappongono nel corso della composizione. Il primo è il seguente:

Molto insistente ed incalzante il primo tema, a differenza del secondo che si presenta con tono lamentoso e con andamento di danza:

Il secondo tema viene intonato successivamente dalla Morte e al suo richiamo gli scheleri incominciano ad uscire dalle tombe danzando a suon del primo tema. Contemporaneamente il secondo tema viene eseguito da violoncelli e contrabbassi. Il violino e lo xilofono, invece, rievocano la danza degli scheletri che fanno scricchiolare le ossa riproponendo il primo tema.
La danza diviene sempre più sfrenata sino a quando entra il tema del “Dies Irae” e cioè il tema gregoriano della Messa dei Defunti che evoca il giorno del Giudizio.
I morti ascoltano nel vento gelido le note suonate dalla Morte, e quindi riprendono la danza che si fa sempre più vorticosa. I due temi si alternano più volte in un crescendo d'intensità. Le pulsazioni di timpano si succedono a scale discendenti degli archi che suggeriscono le folate di vento, ed altre scale si sovrappongono per rappresentare le risate lamentose dei trapassati. Giunta al suo culmine la danza è interrotta dal canto del gallo che annuncia l'alba: un tremolo d'archi accompagna i morti che tornano affannosamente nelle loro tombe, e mentre si alza il sole ascoltiamo una melodia che suggerisce lo svanire della notte e della “Danza macabra”.
A dimostrarsi fin da subito entusiasta della Danse macabre fu Franz Liszt, che ne curò una trascrizione per pianoforte che contribuì non poco alla divulgazione e al successo dell'opera. Ricordiamo che Saint-Saëns come compositore, ma anche come interprete e scrittore, fu dichiarato seguace di Liszt non solo nei poemi sinfonici ma anche nelle sinfonie: ciò per i suoi intenti estetici che si manifestano anche nella veste timbrica che non rifugge dalle sonorità violente.
BIBLIOGRAFIA
DI BENEDETTO R., Romanticismo e scuole nazionali nell'Ottocento , Torino, EDT 1991 (Storia della musica a cura della Società italiana di musicologia, vol. VIII).
DAHLHAUS C., La musica dell'Ottocento , La Nuova Italia editrice, Scandicci (trad. it. Di Laura Dallapiccola).