Nicola Abbattista

Poesie.

 

Di schiena al mondo

Di schiena al mondo

Conto i frammenti che restano

Della mia esistenza

Affondo nel profondo

E ridano…

del limbo dell'astinenza

Che sano peccato è stato il mio

Sentimenti che si annodano

E muoiono nell'oblio

Cose non dette e mai sentite

Fiati che sfondano

Vocali vissute e percepite.

Sono una tela di tessuto nero

Su cui tutti disegnano e sperano

Qualcosa che si veda un giorno.

Il loro gesto per quanto falso o sincero

Traccia solo solchi che segnano

percorsi di andata senza ritorno.

 

È annuvolato oltre l'orizzonte .

È annuvolato oltre l'orizzonte.

Seme di vita alterata guarda e segna.

Incubo di vita ignobile traccia il ricordo di un sentiero.

Gocce di sale a decifrare i giusti propositi

A guidarli oltre quelle nuvole.

Sicuro marchio oggi mi avvio sulle acque,

cammino e non mi fermo,

disegno il mio ultimo calice

da cui berrò il tuo tradimento,

da cui guiderò i popoli.

Ovatta su di me

Io bevo il mio cielo

Mentre provo a pronunciare

le sue parole non dette

ma che bruciano ancora nelle ferite.

Perché sanguinano ancora il giusto

se nascono dalla sopraffazione?

Dalla devastazione nascerà

la mia salvezza e la tua sconfitta.

Dal furore del popolo

Ascolterò i miei lunghi fiati incontrollati.

In seno ad una vergine

Allatterò la mia terra madre

A ricordare il mio futuro unico

Sogno simbiotico che resta

Nel mondo ipnotico

A gridare il mio nome sanguinante

Al ricordo del fuoco che ci univa

Mentre la vita in silenzio

E senza lasciar tracce

Torna a tradire ciò che resta.

 

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