Nicola Abbattista
Poesie.
Su una superficie di onde e maree
Su una superficie di onde e maree
Ho adagiato il tuo nome
Come petali di margherite nere
Lo vedo galleggiare
Timido ed inerme mentre si allontana
E si fonde con le acque.
Si bagna e affonda
Lettera per petalo e scompare.
I miei occhi umidi deformano ciò che è vista
E ciò che vedo... che credo.
Sei la regina dei miei giorni futuri
Dei ricordi duri e delle liti senza fine
Dove il timore di perderti era rabbia
E la voglia di trattenerti era farsi odiare.
Ora sei sola e lo sarai di più
quando indosserai la tua seconda pelle candida
che segna l'ingresso in un mondo galleggiante
dove l'unico valore che resta non esiste
i tuoi occhi rispecchiano la vita di uomini
e posti che non toccheranno il tuo cuore
quel cuore in cui mi nascondo
quando le parole di chi non mi conosce mi feriscono.
Perché ti amo di un amore
che gli uomini comuni non conoscono ma temono.
Nessuno mai saprà chi sei
Perché nessuno avrà mai il coraggio di incrociare i tuoi occhi
Specchi di un anima che riflette i segni
Che una vita ignobile ha lasciato.
Quanto timore ho avuto di quegli occhi in passato
E quante domande mi sono fatto riflesso nelle tue pupille.
Ricordami sempre anche quando le onde saranno altissime
O quando il mare sarà fermo come olio
Perché il ricordo di te in me sulla terra ferma
Farà crollare le città e le divinità.
Quanto dolore in quegli occhi
Quanto dolore in quegli occhi,
magiche stelle su un tramonto
che sta bruciando un suolo
tanto estraneo quanto ostile.
Quanti sogni ardono laggiù
Dove tutto quello che dovevi essere
Svanisce…
È fumo…
È fumo negli occhi, nel cuore.
Respirando con fatica
Va avanti piccola mia
Per un tuo giorno senza lacrime
Venderò la mia pelle all'ultimo mercante
Per un tuo sogno realizzato
Darò voce alle conchiglie del mare.
Quanta bellezza nel dolore
Ma quanta sofferenza sta lì a strozzare la mia voce.
Quanta violenza stringe i miei pugni
Quanta voglia di vendetta arde sulla mia bocca
Fuoco che arde e si perde nell'oceano
Dei tuoi occhi soli, umidi e disperati.
Le gambe che ti tremano
le parole che si nascondono
sono lì a stringerti piccola mia
non passerai mai un giorno senza il mio cuore nelle tue mani
il mio viso negli specchi che proietteranno il tuo futuro.
Ti vorrei chiudere nel mio labirinto di cera
E regalarti le mie ali di paglia
Proteggerti da quello che la gente crede di sapere
Ma non sa e non saprà mai.
Sei la perfezione chiusa in un granello di sabbia
Sei il pizzico di universo nella mia vita
Sei la mia gioia di essere quello che sono
Perché sarò la strada del tuo ritorno