Palma Laera

La figura femminile nell'opera di Giacomo Puccini .

 

La figura femminile splende di temperamento soprattutto nell'opera italiana. Una donna vera, drammatica è la Lucia di Lamermoor di Donizetti;  di donne vere è ricca l'opera italiana: Violetta, Tosca, Santuzza, l'Amelia del Ballo in maschera , la Gilda del Rigoletto.

Giacomo Puccini con Manon Lescaut inaugura la stagione del personaggio femminile che caratterizzerà le opere successive, quella che Puccini stesso definisce la “piccola donna  innamorata” e che incarna anche la figura  dell'eroina destinata alla sofferenza. Manon è la prima affermazione di Puccini come operista e la sua protagonista la prima di quelle gentili e dolorose eroine pucciniane destinate a così grande popolarità.

Il soggetto è dell'abate Prèvost che con questo romanzo divenne famoso in tutto il mondo, ancor più che appena pubblicato fu subito vietato, ottenendo così maggior popolarità. È una scandalosa storia d'amore tra due giovani (Manon e Des Grieux) che, sfidando le convenzioni sociali e abbandonandosi ai sentimenti, vivono secondo i propri ideali ma la conclusione è tragica con Manon che sfinita dalle sofferenze, morente, spira tra le braccia di Des Grieux rievocando il loro dolce e tragico amore.

         Con questo dramma lirico Puccini individua i fondamentali caratteri psicologici e stilistici del suo teatro, che troveranno piena attuazione nella Bohème.

In Bohème , opera in quattro atti su libretto di Illica-Giocosa, protagonista è l'amore tra Mimì e Rodolfo che dopo tante peripezie finisce anche qui tragicamente con la morte del personaggio femminile.

         Dopo i due successi di Manon e di Bohème Giulio Ricordi sollecita Puccini alla stesura di Tosca . È un grande momento di svolta per la sua carriera. Infatti Tosca rivela come Puccini smetta di essere un grande operista che innova nel solco della  tradizione per proporre invece una visione, una concezione completamente nuova e moderna dell'opera lirica. In particolare, Puccini punta a coinvolgere ancora di più dal punto di vista emotivo il pubblico con grandi effetti: la ricerca di sonorità più potenti, di una vocalità molto d'effetto e di sceneggiature più incalzanti, più ritmate e più dense di quelle a cui Verdi aveva abituato il pubblico.

Alla fine della sua parabola creativa Puccini si cimenta con un soggetto favoloso, d'impronta fantastica: Turandot.

         Il ruolo della coppia è sempre nettamente preponderante nell'opera di Puccini e a volte l'universo della coppia addirittura si restringe e a larghi tratti comprende solamente la protagonista femminile, come in Madama Butterfly dove protagonista è la giovane sventurata cio-cio-san; attraverso  questo personaggio conosciamo un mondo intero fatto di amarezze e discriminazioni.

         Nelle opere degli altri compositori il mondo circostante e i protagonisti interagiscono e insieme danno vita a un mondo intero. In Puccini l'intero mondo è racchiuso in pochi personaggi chiave, veicoli di emozioni e ideologie. Personaggi caratterizzati a tinte forti ai quali non è possibile rimanere indifferenti, nel bene come nel male.

L'importanza del personaggio nell'opera pucciniana, soprattutto di quello femminile è di fondamentale importanza. Molti hanno avanzato l'ipotesi che le protagoniste delle opere di Puccini fossero ispirate alla sua donna, Elvira Bonturi con la quale convive fino alla morte. Una donna molto severa che odiava l'intero mondo di Puccini: la musica, i suoi amici ed ogni cosa che potesse allontanarlo dal suo controllo. Estremamente gelosa, in realtà non riuscì a conquistare davvero il cuore di Puccini il quale  che ebbe molte avventure, in qualche caso si innamorò.

A questo proposito si può analizzare  la figura della gelida principessa Turandot mettendola a confronto con un altro celebre soprano pucciniano: Floria Tosca.

Ciò che pare più evidente è l'atteggiamento che i due personaggi assumono nei riguardi dell'amore.  
         Turandot, gelida e distaccata, lo teme e cerca di evitare ogni coinvolgimento sentimentale, 
Tosca è ardente d'amore, gelosa del suo uomo e pronta a difenderlo nel momento del bisogno. Calaf riuscirà a sconfiggere la bella principessa che alla fine si lascerà andare ai così temuti sentimenti amorosi; la dolce Tosca non sarà in grado di salvare il suo Mario Cavaradossi e troverà lei stessa la morte in un crescendo di tragicità e dolore

         È diversa anche la presenza delle due protagoniste all'interno dell'opera. 
Tosca è protagonista già dopo pochi minuti del primo atto e sono celebri i suoi duetti con il pittore Mario Cavaradossi. Impariamo subito ad amare questa gioiosa cantante lirica (il personaggio Tosca è anche lei soprano) e ci commoviamo scoprendo la gelosia che la lega all'uomo della sua vita.

         Tosca è presente in modo uniforme in tutti e tre gli atti dell'opera e in qualche modo è il personaggio che ci accompagna in maniera più uniforme fino alla conclusione. Turandot nel corso della vicenda ha una crescita graduale. Compare solo al primo atto avanzato e addirittura non pronuncia una sola parola prima del secondo atto, richiamando l'attenzione col solo fascino della sua presenza.  Vive la storia da sopra un piedistallo e rimane distaccata dagli altri personaggi. Nella Turandot è come se ci fossero due storie separate, quella della principessa e quella di tutti gli altri personaggi che, più umani e più vicini al nostro modo di intendere e vivere la vita, muovono i loro passi  ruotando intorno alla irreale figura femminile della protagonista.

         Probabilmente Puccini descrive nelle sue opere ora la sua donna Elvira, ora la sua donna “immaginaria”. Manon è l'avventuriera che trascina alla rovina l'imbelle Des Grieux, Butterfly è Elvira che si sacrifica rinunciando alla sua vita di donna perbene per inseguire l'amore. Turandot, l'onirica matrona che cinge di gelo la vita dell'artista. Tosca invece è la figura femminile che  per interessi e sensibilità, poteva mettersi sullo stesso piano di Puccini. Non è forse un caso che accanto a questa donna-artista Puccini senta il dovere di disegnare figure maschili forti, importanti, autorevoli, al contrario di quello che accade nelle altre opere, e nella sua reale vita quotidiana.



BIBLIOGRAFIA

DELLA SETA F., Italia e Francia nell'Ottocento , Torino, EDT 1991 (Storia della musica a cura della Società italiana di musicologia, vol. IX).

BIANCONI L., Il teatro d'opera in Italia. Geografia, caratteri, storia . Bologna, Il Mulino 1993.


 

 

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