Palma Laera

La moderna creazione musicale

Nell'epoca rinascimentale la nascita della notazione musicale creò una separazione tra gli esecutori ed il compositore il quale doveva “educare” i primi alla conoscenza della teoria musicale. Nell'antichità al termine musico (forma italianizzata che deriva dal latino musicus ) si aggiungeva l'aggettivo prattico per indicare un esecutore così come, nel linguaggio moderno, il termine musicista viene integrato con la specifica di compositore, esecutore o direttore.

         Con le nuove tecnologie questa distinzione subisce una netta trasformazione. Oggi la composizione assistita del computer permette la costruzione di opere musicali in cui non sono più i principi classici della scrittura musicale, come l'armonia ed il contrappunto, a costituire la struttura dell'opera ma le proprietà stesse del suono che vengono direttamente manipolate, campionate dal compositore-interprete. Creatori ed interpreti, che non sono più necessariamente musicisti, hanno di fronte nuovi oggetti: non più le note ma proprietà fisiche del suono, lontane dalle categorie della teoria musicale tradizionale.

Con l'avvento di nuove tecnologie informatiche, infatti, si assiste alla crescita progressiva di utenti-compositori che con l'ausilio di appositi software hanno la possibilità di creare suoni sintetici partendo dal nulla.

         Si produce in questo modo una vera e propria rivoluzione che incide tanto sull'ambito della produzione quanto su quello della ricezione della musica. Il musicista si trova a disporre di macchine che gli permettono di registrare qualsiasi suono, di trasporlo a tutte le altezze e a tutte le durate immaginabili. Inoltre attraverso un sintetizzatore può simulare il timbro di qualsiasi strumento esistente ed inventarne di nuovi.

La musica si può “generare” automaticamente attraverso appositi software basati su modelli matematici : il compositore-tecnico del suono deve impostare e variare i parametri secondo criteri personali, ascoltando di volta in volta l'effetto sonoro che ne deriva dalle diverse combinazioni.

         Questa tecnologia che consente agli “appassionati” di musica una partecipazione attiva nella creazione, ha implicazioni estetiche e filosofiche di vasta portata. La nozione del rispetto assoluto del testo musicale, così importante nel XIX secolo, quella più recente dell'autenticità dell'interpretazione, e persino il concetto sacro della proprietà intellettuale o artistica sembrano svanire dinanzi a questo ritorno all'oralità e alla messa in comune di un oggetto sonoro.

Le tecniche che hanno invaso il campo della musica e l'hanno fatto passare dall'era dello strumento all'era della macchina hanno già stravolto questo campo, e ancor più lo trasformeranno.

         La “registrazione” ossia la nuova tecnologia che consiste nel captare, fissare e riprodurre i suoni, ha indubbiamente influenzato anche l'ascolto della musica in maniera quantitativa e qualitativa. L'assistere ad un concerto rappresenta solo una minima percentuale dell'ascolto musicale che adesso si effettua attraverso i più moderni sistemi digitali, comodamente seduti a casa propria o camminando in un parco.

Anche il ruolo dell'ascoltatore è cambiato, il suo orecchio si è abituato a sonorità nuove.

         La registrazione ha influenzato la composizione musicale come anche l'interpretazione musicale; nel primo caso il compositore è esposto ad innumerevoli influssi musicali con la possibilità di procurarsi nuovi mezzi per elaborare direttamente il suono senza passare dalla partitura, nel secondo, invece, il direttore d'orchestra o l'interprete collabora con l'ingegnere del suono. L'interprete consegna una sorta di “partitura sonora” che l'ingegnere del suono deve interpretare.

         Si è in diritto di chiedersi se queste nuove tecnologie siano strumenti di comunicazione o di creazione?

BIBLIOGRAFIA

LANZA A., Il secondo Novecento , Torino, EDT 1991 (Storia della musica a cura della Società italiana di musicologia, vol. XII).

L'´ÉCUYER S. Musica classica, musica leggera e world music su Internet, in Enciclopedia della musica, diretta da J.J. Nattiez, Einaudi, Torino.

 

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