Anna Maria Vanalesti
Recensione a “IO NON HO RISPOSTE” di Angela Pugliese (Bari, Papageno Edizioni, 2006).
Nata a Faenza nel 45, ANNA MARIA VANALESTI si è laureata in Lettere nell'università di Bari nel 1966 e ha cominciato subito ad insegnare, diventando di ruolo col concorso a cattedra del 1969 per l'insegnamento di Italiano e latino nei licei. Dal 1975 al 1982, trasferitasi a Roma ha insegnato presso il liceo classico Anco Marzio di Ostia. Nel 1982 ha vinto il concorso a preside ed ha presieduto vari licei classici di Roma e provincia; dal 1990 ininterrottamente è stata preside del liceo classico Anco Marzio fino al 2004, anno in cui è andata in pensione. Attualmente ha istituito ad Ostia un salotto letterario chiamato “Il leggìo del mare” ove si tengono incontri con scrittori, poeti e artisti. Ha pubblicato con la casa editrice Dante Alighieri i seguenti libri di storia letteraria, adottati in tutti gli istituti superiori d'Italia:
SPECCHIO DEL NOVECENTO (storia letteraria del Novecento)
LEOPARDI E IL FIORE DEL DESERTO ( saggio sull'ultimo Leopardi)
LETTURE IN CONTROLUCE (antologia per il biennio della scuola superiore di II grado)
MIRRA E L'IDEOLOGIA TRAGICA ALFIERIANA (commento e saggio sulla tragedia alfieriana)
SEGNI E PERCORSI ( 4 volumi di storia e antologia della letteratura italiana)
STORIA DELLA LETTERATURA ITALIANA(vol. Unico)
Il testo Io non ho risposte è stato presentato dalla prof.ssa Vanalesti ad Ostia per il salotto letterario “Il leggio del mare” il 18 aprile 2007.
Da dove nasca questo libro, piccolo ma denso, organizzato in una forma narrativa e poetica al tempo stesso, ce lo dice il titolo che sottolinea l'ansia di risposte, e quindi una ricerca incalzante di chiarezza e di soluzioni esaustive. Tre racconti si susseguono apparentemente senza alcun legame tra loro, in realtà profondamente uniti da una matrice comune, appunto la ricerca di sé e della propria identità. Tre protagoniste diverse, per ruolo e per età, una moglie, una nipote, una giovane insegnante, ma che sono in fondo la stessa persona, un'unica protagonista, da identificare certamente con la parte più autentica e interiore dell'autrice.
Da sempre l'essere umano si interroga, si domanda da dove venga e dove vada, che cosa sia chiamato a fare nell'esistenza e che valore questa debba avere per lui. Ancor più si interroga chi scrive, avendo il privilegio di poter attraversare anche a ritroso la propria vita, di fermarla nelle parole e quindi comprenderla meglio nella trasposizione letteraria.
Questa è l'operazione compiuta dalla Pugliese, la quale, avvalendosi di saldi strumenti espressivi, che le vengono certo dai lunghi studi linguistici e dalla lunga frequentazione di letteratura straniera, soprattutto francese, ripercorre una strada difficile e insidiosa, quella dei sentimenti e degli affetti, per riscoprire non solo il rapporto con gli altri, ma soprattutto il rapporto con se stessa e con la propria femminilità.
Si dipanano così tre storie, quasi parallele, tutte svolte in forma dialogica, nelle quali anche se gli interlocutori sono due, è solo la donna che parla e chiede e ricostruisce e scava, risalendo al passato per capire il presente.
Il primo personaggio è Maria, moglie e madre, che prima di morire vuol consegnare al marito la sua vera se stessa, raccontandogli la sua storia di donna innamorata di un altro, ma che ha sposato un uomo buono e fedele che l'ha amata e accettata per quello che era. Rivive in tal modo i momenti essenziali della sua formazione , dall'adolescenza all'età adulta, prendendo coscienza che i passaggi fondamentali sono stati fortemente condizionati dalla severa educazione ricevuta, che forse ha compromesso in parte la sua libertà di affermazione e l'ascolto delle sue reali inclinazioni e dei suoi intimi desideri. Ma tale esplorazione interiore approda poi alla scoperta dell' autentico amore del marito e di conseguenza ad un finale, quanto pieno, apprezzamento di quest'ultimo.
Il secondo personaggio è una nipote che dopo la scomparsa del nonno, ineguagliabile per la gioia di vivere, per la sorprendente fede nell'esistenza e per l'affettuosità elargita agli altri, compie un viaggio verso di lui, nella terra in cui egli era nato e vissuto nella giovinezza, per conoscere la sua famiglia d'origine, ma più che altro per ritrovarlo, attraverso la testimonianza dei luoghi a lui cari . Si tratta di un viaggio reale, di cui esistono tutti gli elementi, il treno, i binari, la stazione, ma chi legge si accorge subito che il vero viaggio è dentro l'autrice, nel suo profondo, nel suo animo, ed è un viaggio commovente e per certi aspetti straziante, per chi quell'uomo ha conosciuto, ma è anche un viaggio edificante, un percorso di formazione, al termine del quale, il cuore ne uscirà intatto e leggero, sebbene provato dalle emozioni, pronto a vivere la grande avventura della vita, con coraggio e abnegazione, sulle orme dell'amato nonno, faro guida per sempre.
Il terzo personaggio è una giovane insegnante di sostegno a cui è stato affidato un bambino autistico, con un suo universo all'inizio chiuso e impenetrabile, per entrare nel quale nemmeno si può usare il solito veicolo della parola, perché non è di parole che si compongono i sentieri degli autistici. Pagina per pagina emergono dunque tutti gli sforzi, compiuti dall'insegnante per ottenere piccoli progressi, piccole conquiste, per arrivare poi a rendersi conto che c'è una sola parola chiave capace di aprire quel mondo ed è l'amore. L'amore diventa allora la risposta che l'autrice cercava sin dall'inizio del suo cammino, un amore che non chiede nulla in cambio, un amore che si dà e tende solo a darsi. L'amore per quella creatura diviene la metafora dell'amore per la vita, per gli altri, per tutto ciò che ci circonda, unica salvezza per l'uomo contemporaneo, frastornato dalle guerre, dai rumori, dalle corse sfrenate al potere, dalle parole, che tendono a colmare ogni possibile vuoto di silenzio, per impedire all'io di trovarsi solo con se stesso.
A questo punto il tragitto è compiuto, il bildungsroman è concluso, la formazione è completata e la scrittura ha realizzato la sua funzione liberatoria ed educativa.